Lotta all’evasione fiscale, verso nuovi limiti sull’utilizzo dei contanti

26 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

Non si allenta la morsa del governo sugli evasori fiscali. Anche se rinviata al 2021, la piena introduzione dello scontrino elettronico è solo uno degli strumenti messi in campo dal governo ridurre il fenomeno dell’evasione, dopo i buoni risultati ottenuti della fatturazione elettronica.

Secondo quanto riporta il Giornale, è possibile che nei prossimi mesi vengano aumentati i controlli sui conti bancari.

“Le banche, già ora, devono segnalare ogni movimento che superi il tetto dei 10mila euro mentre il Fisco ha la possibilità di spulciare nei nostri movimenti. Il tutto utilizzando un incrocio di informazioni messe a disposizone dalle banche dati. Dati che andranno inevitabilmente ad impattare su una nuova (grossa) novità: il nuovo limite per l’uso dei contanti. Il tetto di utilizzo del cash si abbasserà da 3mila a 2mila euro a partire dal prossimo luglio, mentre scenderà a 1.000 nel 2022.

Un elemento, quello del nuovo tetto al cash, importante sul monitoraggio dei pagamenti. E proprio su questo fronte non va sottovalutata l’imposta sul valore aggiunto. Non a caso, tra le varie voci che compongono gli incassi dello Stato, l’Iva è una delle più importanti a mancare.
Si stima che l’Italia sia il Paese con la più grande perdita di gettito in questo campo, con 33,5 miliardi su un totale di 137. Sempre dalle statistiche dell’Ue, considerando la differenza tra imposte teoriche e quelle effettivamente versate, imprese e lavoro autonomo hanno una propensione all’evasione che si attesterebbe intorno al 69,6%, seguito dall’Iva con il 27,4%”  si legge nelle colonne del quotidiano.

E sulla necessità di spingere sulla riforma fiscale, Ernesto Maria Ruffini, capo dell’Agenzia delle Entrate, in un’intervista rilasciata qualche giorno fa a La Stampa, ha spiegato che, l’evasione costa all’Italia 100 miliardi”.

“La politica abbia il coraggio subito di darle il via. La tragedia del Coronavirus ha aperto la strada a margini fiscali impensabili. A forza di sovrapposizioni, il sistema è diventato iniquo e ha perso la progressività che gli imporrebbe la Costituzione. Con una seria riforma pagheremmo meno e pagheremmo tutti”.

Ruffini esorta i politici a fare sì che la crisi da Covid-19 non diventi un’opportunità sprecata.

“Bisognerebbe anzitutto riordinare le norme esistenti – ha detto Ruffini -, eliminare quelle inutili, raccogliere le sette-ottocento leggi e decreti in materia tributaria, magari attraverso un Testo Unico. Una volta fatto questo, si può passare ad una vera riforma: l’ultima risale ormai a cinquant’anni fa”.