Lo yuan sbarca a Wall Street

28 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Da oggi a Wall Street si potra’ comprare e vendere titoli espressi in yuan: e’ la prima volta per gli Stati Uniti. E’ un segnale rialzista per gli investitori che credono nella valuta cinese: rappresenta infatti un passo importante per i piani del paese asiatico di rendere il renminbi (l’altro nome della moneta) una valuta di riferimento internazionale.

“Ci stiamo preparando al giorno in cui il renminbi diventera’ completamente convertibile”, ha dichiarato Li Xiaoping, general manager della sede newyorchese di Bank of China, che si occupera’ delle operazioni pratiche.

La mossa e’ quanto mai esplicita e rappresenta la prima vera approvazione ufficiale da parte di Pechino in questo senso. Una valuta flottante consente sbalzi di prezzo in entrambe le direzioni, chiaramente, ma il consensus generale pende piu’ dalle parte di un rafforzamento dello yuan nei confronti del dollaro, visti gli squilibri commerciali tra i due paesi, inclusi quelli riguardanti l’oro e le materie prime. A patto ovviamente che governo e autorita’ di politica monetaria cinesi siano d’accordo.

Tutto dipendera’ anche dalla volonta’ delle autorita’ cinesi di lasciare che la loro valuta cresca. La decisione di lasciare che lo yuan venga scambiato sui mercati Usa avra’ un triplice impatto sulle commodity: il primo sugli scambi commerciali reali, il secondo sull’economia e le prospettive di ripresa e il terzo sulla domanda di materie prime.

Sono molti gli investitori che stanno guardando con sempre piu’ interesse allo yuan come opportunita’ di investimento, vedendolo come una scommessa sicura. I funzionari cinesi sostengono che cio’ permettera’ alla valuta di salire di prezzo. L’unica cosa che non si sa e’ la rapidita’ e l’intensita’ di quest’ascesa. Un altro aspetto da prendere in considerazione sono le commissioni bancarie, che sono normalmente alte per i conti in yuan.

La valuta cinese si e’ apprezzata del 3,3% contro il dollaro americano l’anno scorso. Pechino ha allentato la stretta sul tasso fisso di scambio tra yuan nei confronti del dollaro la scorsa estate. Tuttavia i rialzi hanno subito una battuta d’arresto dopo che le principali economie mondiali si sono riunite a novembre per il summit del G20.