Lo yuan fa lo sgambetto ai bonds governativi

21 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Una brezza soffia dall’Estremo Oriente questa mattina e fa vibrare i mercati finanziari mondiali. C’è grande fermento sui mercati, dopo la notizia che la Cina ha deciso di assicurare una maggiore flessibilità ai cambi. Una mossa quasi obbligata per il Governo di Bejing, alla luce dell’eccessiva crescita dell’inflazione in Cina e nell’imminenza del vertice del G20, in calendario a Toronto il 26 e 27 giugno. Intanto, lo yuan ha toccato stamattina i massimi dal 2005, quando la valuta è stata rivalutata, a 6,7974 USD, contro i 6,8275 fissati sul mercato interbancario stamattina. La disponibilità della Cina a rendere più flessibile la propria valuta potrebbe stimolare l’appel di asset generalmente più rischiosi. Ciò si è tradotto in una caduta dei Treasuries. Una inversione dei tassi è alle porte? Una notizia non passa certo inosservata. Unicredit ha deciso di esercitare l’opzione di rimborso anticipato di un bond scadenza 2023 da 150 milioni di euro, dopo aver annunciato a inizio giugno il rimborso anticipato di un’altro bond per 300 milioni di euro.