Lloyd’s: “Non possiamo più vivere con l’incertezza sulla Brexit”

24 Gennaio 2018, di Alessandra Caparello

LONDRA (WSI) – Non possiamo convivere con questa incertezza in merito alla Brexit. Così Inga Beale, CEO di Lloyd’s parlando alla Cnbc a Davos durante il World economic Forum.

Le trattative in corso sulla Brexit continuano a preoccupare le imprese britanniche, come sostiene anche l’amministratore delegato di Lloyd’s, uno dei più antichi assicuratori del mondo, che ha annunciato l’apertura di una filiale a Bruxelles aggiungendo che circa 2 miliardi di euro (1,76 miliardi di dollari) di attività della società devono passare attraverso un’ entità con sede nell’UE e che perderà tutte le sue licenze post-Brexit.

“Altre imprese faranno lo stesso, non possiamo convivere con questa incertezza. L’incertezza non aiuta la popolazione in generale, e la gente vuole sapere cosa sta per accadere, ma abbiamo appena iniziato a vedere la sterlina recuperare un po’ contro il dollaro così sembra ci sia un po’ di fiducia a tornare indietro”.

Il governo del Regno Unito e i negoziatori dell’ UE entreranno in una seconda fase dei negoziati che si concentreranno su un accordo commerciale dopo una difficile prima fase incentrata sulla “legge sul divorzio” e su quanto il Regno Unito deve versare all’UE prima della sua partenza, insieme alla spinosa questione dei diritti dei cittadini dell’ UE e del Regno Unito dopo la Brexit e il confine tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord.

Sono stati raggiunti vaghi accordi su tutte e tre le questioni, consentendo al Regno Unito e all’UE di passare alla seconda fase. Beale ha detto che le imprese e il popolo britannico vogliono maggiore certezza.

“E’ un dibattito difficile da tenere aperto (…) il business non conosce il funzionamento interno e quello che si sta realmente negoziando dietro le quinte, quindi stiamo ancora vivendo con incertezza”.

Beale ha detto che le imprese come la sua sperano che entro la fine del primo trimestre del 2018, il governo inglese offra più chiarezza sul periodo di transizione prima che il Regno Unito lasci il blocco nel marzo 2019.

“Ciò darebbe un po’ di conforto alle imprese, ma non fornirà alcuna certezza giuridica (…) ma non ci aiuterà e abbiamo bisogno di certezza”.