Listini a prova di forza, riprende il rimbalzo

7 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Finale in deciso rialzo per Piazza Affari così come per il resto d’Europa, riprendendo il rimbalzo inziato ieri e trascurato in mattinata. I listini infatti hanno virato in positivo attorno alla metà seduta. Un movimento di recupero guidato perlopiù dai titoli bancari e imitato poi da Wall Street. Tuttavia sull’umore degli investitori continua a dominare la cautela, per i timori di una crescita lenta. Ma la revisione al rialzo delle stime sul secondo trimestre, da parte della statunitense State Street Corp, ha innescato un generale ottimismo verso la stagione delle trimestrali in America, al debutto la prossima settimana. L’attenzione degli operatori si sposta quindi verso i fondamentali delle società, dopo il debole outlook sulle condizioni macroeconomiche della scorsa settimana. Sugli altri mercati, euro debole nei confronti del biglietto verde con il cross eur/usd che torna di nuovo sotto la soglia degli 1,26 dollari. Sostenute le quotazioni di petrolio che restano saldamente oltre i 73 dollari al barile. Tra gli indici milanesi, il Ftse All-Share segna un incremento del 3,15% a 20.555,34 punti mentre il Ftse Mib registra una risalita del 3,39% a 20.013,07 punti. Brillano le banche al centro delle attenzioni per le attese sui risultati degli stress test. In particolare Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Popolare e Mediobanca, quest’ultima grazie ad un report positivo. Nel cemento resta trascurata Buzzi Unicem maglia nera del principale paniere, mentre recupera Italcementi. Dopo una giornata molto sofferta tornano gli acquisti sui media come Mediaset, Mondadori, L’Espresso e Rcs. Il comparto ha sofferto inizialmente per i dati diffusi ieri sui ricavi pubblicitari, dall’osservatorio Stampa FCP (Federazione concessionarie pubblicità). Denaro su Finmeccanica che dimentica la mattinata difficile a causa della notizia diffusa dalla stampa tedesca, secondo cui il ministero della difesa tedesco potrebbe rinunciare ad una commessa di jet Eurofighter, prodotti da un consorzio di cui fa parte anche il gruppo di Guarguaglini, per fare economie domestiche.