LIQUIDITA’ IMMENSA ESORCIZZA I CRASH

26 Marzo 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo scritto esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Zitte zitte, come talpe post-moderne, le Borse hanno riconquistato i livelli che avevano raggiunto qualche settimana fa, quando erano crollate sotto i colpi dello scivolone della Borsa di Shangai e quando sembrava di essere all´inizio di uno di quei forti ridimensionamenti a cui abbiamo assistito in questi anni.

Invece, in meno di tre settimane, tutto è finito e gli esperti e gli operatori respirano soddisfatti. Allora, pronti via, si ricomincia? Tutto come prima? No. Adesso c´è qualcosa di più e di diverso.

Anche questi mercati, abituati a andare su da anni, incuranti di tutto, hanno scoperto che sono fragili e che possono prendersi una botta in testa del 6-8% anche nel giro di una sola giornata di scambi. E quindi sono tornati a muoversi, ma lo fanno con una certa prudenza. Il che non esclude che abbiano in testa di mettere insieme anche quest´anno una bella crescita, magari anche solo sotto il 10%. Ma perché la crisi di Shangai è stata riassorbita così in fretta e perché l´ottimismo è tornato a dominare le teste degli operatori?

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Le ragioni principali sono tre:

1 – La prima consiste certamente nel fatto che nel mondo c´è ancora una massa enorme di liquidità. Ci sono tanti di quei soldi in giro (alla ricerca di un impiego) che secondo alcuni è impossibile vedere le Borse che cadono seriamente. I più sofisticati dicono di aver notato che il vecchio gioco dei carry-traders è ripreso alla grande: prendono soldi a prestito in Giappone (a tassi molto bassi) e poi corrono a investirli in America e in Europa. Il denaro costa loro talmente poco, che bastano anche modesti rialzi per fare comunque un buon affare. Insomma, troppi soldi assediano i mercati. E questo impedisce loro di affondare: basta socchiudere un po´ la porta e i soldi entrano, spingendo in su i listini.

2 – La seconda causa consiste nell´atteggiamento della più importante banca centrale del mondo, quella americana.
Proprio a metà della scorsa settimana la Federal Reserve (attraverso un comunicato ancora oggetto di attenti studi filologici) ha fatto intendere (forse) che non alzerà più i tassi di interesse negli Stati Uniti ma che, semmai, li abbasserà per dare una spinta all´economia che comincia un po´ a mostrare la corda (oggi la crescita Usa è al 2% contro il 3,4% dello scorso anno).

In realtà, l´ipotesi che la Federal Reserve abbassi i tassi di interesse (magari non subito, ma fra qualche mese) fa un po´ ridere gli esperti. Nel mondo, dicono, c´è una montagna di liquidità di cui non si sa bene che cosa fare e che infatti finisce a gonfiare le Borse anche oltre il lecito. Inoltre, oggi in America ci sono spinte inflazionistiche serie (siamo al 2,5%) rispetto a anni fa. Come fa, si osserva, una banca centrale di uomini per bene a pensare di tagliare i tassi con la montagna di denaro che preme fuori dalla porta e con l´inflazione che già morde l´economia?

I mercati, però, ci sperano comunque.
Sperano che la Fed trovi un modo per fare quello che oggi sembra impossibile (tagliare i tassi) e che potrebbe rendere ancora più semplice (e conveniente) continuare con le speculazioni di Borsa. Ci sperano molto e lo hanno mandato a dire attraverso i rialzi di tutte le Borse, nessuna esclusa, Shangai compresa.

3 – La terza ragione sta sulle prime pagine di tutti i giornali finanziari del mondo. La critica a queste Borse (troppo alte) poggia sul fatto che gli utili stanno un po´ rallentando e che, comunque, i prezzi sono troppo elevati rispetto alla redditività delle imprese a cui si riferiscono. Ma la recente mossa della Barclays che vuole comprarsi l´Abn-Ambro ha fatto immaginare a molti (e probabilmente non a torto) che i mercati hanno dentro di sé ancora tante operazione di acquisizione e di fusione. E queste sono operazioni che di solito fanno emergere “valore” dai titoli quotati. Anzi, si dice che un po´ tutte le grandi banche, adesso, saranno costrette a inventarsi qualcosa per pareggiare i conti con la Barclays.

Insomma, secondo i ragazzi delle Borse qui sta per scatenarsi una sorta di festival delle acquisizioni e delle fusioni. E di solito in questi frangenti i denari corrono e non si sta tanto lì a fare i conti con il bilancino.
Questi sono i motivi di ottimismo dei mercati.

Di contro ci sono le cose già dette mille volte. E in primo luogo il fatto che la più grande economia del mondo (quella americana) è entrata in una fase di rallentamento profondo che potrebbe anche sfociare in qualcosa di peggio. E di contro c´è anche il fatto che effettivamente gli utili delle grandi aziende non crescono più come una volta.

Il risultato di queste diverse spinte contrastanti, secondo i più assennati osservatori, è che le Borse si metteranno a segnare il passo. Saranno, cioè, “laterali” per qualche mese (avanti e indietro, ma senza muoversi tutto sommato). E questo per prendere tempo e cercare di capire come evolve la situazione. Che cosa farà la Federal Reserve? Che cosa farà l´economia americana? Che cosa faranno le grandi banche? Nell´attesa delle risposte, movimenti laterali.
Un po´ come nel ballo della mattonella: si sta lì, avanti e indietro, cercando di capire che intenzioni ha la ragazza, mentre la musica suona.

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