Liquidità fornita dalla Bce: e’ alert anarchia monetaria

29 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Vere e proprie stampatrici di denaro. E’ soprattutto a questo che si è ridotto il ruolo delle Banche centrali del mondo occidentale e l’asta della Bce di oggi non fa altro che aumentare il rischio che il mondo intero finisca per cadere preda di una forma di anarchia monetaria.

C’è insomma un senso di deja-vu che aleggia sui mercati finanziari e che riporta la memoria, in modo inquietante, al 2011, ovvero appena allo scorso anno, quando misure di iniezione di liquidità così generose approntate dalle banche centrali si sono tradotte in un prezzi del petrolio più elevati, riducendo così la ripresa delle economie e scatenando speculazioni al rialzo e flussi in crescita diretti verso i mercati emergenti più vulnerabili.

Siamo punto a capo, scrive un articolo di Cnbc, dal titolo più che indicativo: “New central bank cahs glut risks Monetary Anarchy” e ci sono giù tutti gli ingredienti che hanno caratterizzato i mercato nel 2011. Intanto, i prezzi del petrolio – così come nel 2011 e anche in quel caso condizionati dalle tensioni geopolitiche, ergo le rivoluzioni arabe – sono già saliti +15% quest’anno. L’esito è che i titoli azionari si trovano già nella direzione di allontanarsi dai massimi testati quest’anno.

JP Morgan rivela poi che i bilanci dei paesi del G4 (Brasile, Germania, India e Giappone) sono più che raddoppiati rispetto al 2007, rappresentando il 24% del pil . La stima è che il loro valore raggiungerà il 26% nel corso del 2012. “Siamo in presenza di una anarchia monetaria, dove la banca elastica tra l’economia reale e i mercati sostenuti al momento dalla liquidità sta diventando sempre più tesa al di là di ogni credenza “, afferma Bob Janjuah, responsabile dell’allocazione di asset presso Nomura.

L’esperto sottolinea che la bolla è ormai presente in tutte le classi di asset. “Se e quanto il ciclo attuale imploderà, allora le banche centrali che avranno assistito a una crescita esplosiva dei loro bilanci rappresenteranno un altro problema, più che essere in grando di agire come prestatrici credibili di ultima istanza – aggiunge Janjuah. Che, dovendo dare un consiglio, afferma: “Gli asset reali sono relativamente attraenti. Ma io aspetterò che questa bolla creata dalle banche centrali esploda. La fine della bolla sarà siglata o da una anarchia monetaria che creerà una maggiore inflazione reale, o da un collasso del credito deflazionistico”.

I dati sono più che eloquenti: da quando lo scorso dicembre la Bce ha lanciato l’operazione LTRO (long term financing operation), erogando di fatto alle banche europee prestiti a tre anni a un tasso a dir poco agevolato, l’indice azionario globale ha guadagnato quasi +25%.

“Abbiamo visto cosa è accaduto la scorsa primavera, quando la Fed ha stampato moneta con il QE2 nel mezzo di uno shock dei prezzi delle commodity: i prezzi delle materie prime sono balzati ulteriormente e i consumi degli Stati Uniti, come conseguenza, sono crollati”.

COSA AVVERRA’ NEL DOPO LTRO?

Cosa accadrà quando la mano salvifica della Bce verrà a mancare?

L’operazione LTRO “siglerà la fine del sostegno sotto forma di liquidità assicurato al settore bancario italiano. Nella situazione post-LTRO, riteniamo che il mercato si concentrerà di nuovo sugli utili core e sulla redditività delle banche; e le banche italiane sono vulnerabili” sotto questo punto di vista. Così Paola Sabbione, analista presso Deutsche Bank.

“Siamo scettici su un ulteriore duraturo impatto positivo sugli spread dei debiti sovrani, in questo momento”, ha commentato nelle ultime ore Rainer Guntermann, strategist della divisione del reddito fisso presso Commerzbank.

Charles Diebel di Lloys Bank Corporate Markets, poi, parla già di “qualche rischio di prese di beneficio” sui titoli di stato interessati. E da qui la domanda sulle sorte dei BTP e relativi tassi è automatica, visto che se il tasso a due anni sta continuando a scivolare attorno al 2,24%, ovvero ai nuovi minimi dall’aprile del 2011, è soprattutto perchè il mercato ha scommesso finora sugli aiuti sostanzioni alle banche italiane da parte della Bce.