LINEE AEREE CHIEDONO SOLDI AI GOVERNI UE

20 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

Per le compagnie aeree europee la situazione è molto difficile dopo che gli attacchi terroristici su New York e Washington della settimana scorsa hanno causato un crollo del traffico aereo.

Per Credit Suisse First Boston il calo medio del comparto europeo sarà del 33%. Le notizie di profit warning e tagli al personale si susseguono senza sosta. Altre banche d’affari hanno emesso giudizi negativi su alcuni titoli del comparto aereo.

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Poco dopo l’apertura del mercato britannico è arrivata la notizia che British Airways (-8,74% a 148,5 pence) ha deciso di tagliare circa 7.000 posti di lavoro e di ridurre la propria flotta del 10%.
Prima dell’attacco agli USA il titolo quotava circa 265 pence, con un massimo annuale a 470 pence il 26 febbraio.

Alitalia (-1,85% a €0,688) ha detto che ricorrerà al vecchio metodo del prepensionamento per allentare la morsa dei costi.

Per affrontare l’emergenza le compagnie aeree del Vecchio Continente hanno chiesto all’Unione Europea di rallentare il processo di deregulation, di aggirare in qualche modo le regole sull’antitrust e di agevolare politicamente un aiuto economico proveniente dai rispettivi governi, sulla scorta di quello che è stato fatto negli USA.

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Un piccolo segnale in questa direzione era già arrivato nei giorni scorsi, quando il ministro belga delle finanze Didier Reynders, presidente di turno dei ministri dell’economia e delle finanze dell’UE, ha detto di “non escludere a priori un intervento pubblico sul fronte della sicurezza nei trasporti”.

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La Commissione Europea non è affatto entusiasta della proposta.
L’aiuto da parte dello Stato, infatti, violerebbe le regole europee in materia di finanziamento pubblico ai privati.
Giovedì ci sarà un incontro tra Loyola De Palacio, la vicepresidente della Commissione Europea responsabile dei Trasporti, e l’associazione che riunisce le compagnie aeree europee: “ Chiederemo – ha detto David Henderson , portavoce dell’associazione – cosa la Commissione Europea può fare per dare sostengo all’industria aeronautica”.

L’aggiramento delle normative Antitrust sarebbe una violazione senza precedenti e, secondo alcuni esperti, sarebbe un’azione poco saggia. Sedersi intorno a un tavolo e discutere di tagli con gli altri competitors potrebbe infatti danneggiare definitivamente il sistema di mercato.

Fonti vicine al Commissario Europeo alla concorrenza, Mario Monti, dicono invece che questa idea potrebbe essere seriamente presa in considerazione se si guarda ai benefici che i clienti ne potrebbero trarre dal punto di vista del traffico aereo e della copertura delle tratte.

La crisi coinvolge anche i produttori di aerei, e una delle società più coinvolte nella crisi è EADS (-4,13% a €10,68). Il consorzio Franco-tedesco-spagnolo European Aeronautics Defense & Space che detiene l’80% di Airbus, ha comunicato oggi un utile operativo di €764 milioni, in crescita del 38% rispetto ai €553 milioni dell’anno precedente.

La società non si è ancora pronunciata su un possibile profit warning ma è probabile che lo faccia nei prossimi giorni.

Il restante 20% di Airbus è in mano alla francese Lagardere (-3,28%) e alla britannica BAE System (-2,67%).

Il destino di Airbus è inevitabilmente legato a quello della concorrente Boeing (BA – Nyse) che nei giorni scorsi ha annunciato un taglio di 30.00 posti di lavoro.

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La crisi tocca anche Rolls Royce che ha perso il 40% in questi giorni.

La società ha detto che “sta ancora valutando l’impatto che l’attacco aereo su New York dell’11 settembre può avere sulla societa, ma è evidente che ci saranno dei cambiamenti per quanto riguarda le priorità del mercato”.

Le compagnie aeree cercano di correre ai ripari come possono.

Air France (-0,94%) ha detto di aver ritirato 15 aerei, e che ha intenzione di rivedere le operazioni di chartering, rimandare le nuove assunzioni in programma, riconsiderare gli investimenti programmai e tagliare i costi non legati alla sicurezza.

Lufthansa conta di chiudere il 2001 con utili pari a €500 milioni rispetto alle previsioni si €700-€750 milioni, riducendo la capacità di trasporto attraverso l’utilizzo di aerei più piccoli e mettendo due 747 fuori servizio. Non sono invece previsti tagli al personale.

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