“Libor dei banksters”

6 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Già la fiducia verso i banchieri di tutto il mondo era scesa ai minimi storici, complice la crisi finanziaria del 2008, le rivelazioni shock sui bonus e gli stipendi dei dirigenti, l’ultimo scandalo di trading che ha visto JP Morgan nell’occhio del ciclone. La tempesta che si è abbattuta sulla City di Londra e che ha visto colossi britannici del calibro di Barclays manipolare il tasso interbancario Libor, è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. E che ha fatto infuriare tutti: governo britannico, cittadini inglesi e non solo, piccoli investitori e…anche la stampa. Tanto che l’ Economist non risparmia critiche all’intero settore bancario in un articolo di oggi e ribattezza i bankers, ergo i banchieri, con l’appellativo di banksters.

Ecco a voi i gangster delle banche. Indicativo quanto scrive il settimanale: “i tentativi di manipolare il Libor tradiscono semplicemente una cultura fatta di disonestà gratuita, oltre a dare il via a una serie di cause legali e a una maggiore regolamentazione in tutto il mondo”. Questo potrebbe essere davvero essere il momento della verità, che l’Economist definisce come “tobacco moment”, riferendosi alle cause legali che colpirono pesantemente l’industria del tabacco anni fa. Il momento,insomma, di fare i conti con la giustizia. “I pericoli di tutto ciò sono ovvi: la furia popolare e le cause collettive raramente rappresentano un buon punto di partenza per la creazione di nuove regole”.

Al momento, continua l’articolo, “lo scandalo sta colpendo un paese e una banca in particolare. Barclays è stata multata con $450 milioni dalle autorità di regolamentazione americane e britanniche per i suoi tentativi di manipolare il Libor. Gli sforzi compiuti dall’istituto per sedare lo scandalo sono falliti miseramente, con Bob Diamond, l’amministratore delegato, che si è dimesso questa settimana”. Il governo britannico ha ordinato nel frattempo una revisione parlamentare per far luce sulle banche inglesi e il risultato è che la “reputazione della City è stata ulteriormente intaccata”.

Ma “questa storia va al di là del Regno Unito. Barclays è la prima banca a essere finita sotto i riflettori in quanto ha deciso di offrire la sua cooperazione alle indagini. Non sarà l’ultima. Le indagini sulla manipolazione del Libor e di altri tassi sono in corso in America, Canada e nell’Unione europea. E tra queste, spuntano molti tra i nomi più altisonanti della finanza: come quelli di Citigroup, JP Morgan Chase, UBS, Deutsche Bank e HSBC. A essere implicati, sono i dipendenti da New York a Tokyo”.

Lo scandalo “potrebbe finire con il costare molti soldi alle banche. Il Libor è utilizzato infatti per fissare il valore di strumenti finanziari stimato a 800.000 miliardi di dollari, ed è capace di condizionare i prezzi di tutto, dai semplici mutui ai derivati sul tasso di interesse. Se i tentativi di manipolare il Libor sono riusciti – e le autorità di regolamentazione ritengono che in alcuni casi Barclays abbia ottenuto i risultati sperati – allora questa si confermerà la frode finanziaria più grande della storia, condizionando investitori di tutto il mondo. E tutto ciò darà il via a una serie di cause legali che saranno avviate non solo dai clienti diretti delle banche implicate, ma da ognuno che abbia un interesse finanziario legato al Libor. Le cause, probabilmente, sono già iniziate”.