LEZIONI DI ANALISI TECNICA: COSA PUO’ FARE ORA L’EURO?

8 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – I Non-Farm Payrolls sono usciti migliori del previsto venerdì (scese solo di 36k unità rispetto ad un dato atteso di circa -75k), sulla base di migliori auspici per marzo.

Il fatto rimane che storicamente il blocco all’occupazione causata da agenti atmosferici atta una riduzione di circa 290k posti lavoro mentre la fitta coltre bianca che ha ricoperto il nord-est degli USA, si stima, ha tenuto a bada circa 1 milione di individui.

Dunque una riduzione minore del previsto dei Payrolls, unitamente alle speranze migliori per marzo, danno forza e speranza al dollaro perché i dati sull’occupazione potrebbero mostrarsi molto abbondanti nei mesi a venire.

Punto. Fino a qui, tutto liscio – ma poi arriva la domanda fatidica (e avete ragione a porla): “ma se le notizie son buone per USD, perché l’Euro stamattina è più vicino a 1,3700 piùttosto che a 1,34?”. Ottima osservazione. Si ritorna ai fondamentali del mercato FX: stiamo lavorando su coppie di valute, il cui rapporto dipende dalla forza relativa di una nei confronti dell’altra. E come forza non s’intendono le situazioni macroeconomiche relative – queste non guidano la price action nel breve termine; qui parliamo di flussi, guidati dal sentimento di mercato.

La settimana scorsa sapevamo che i Payrolls avrebbero creato volatilità e che sono il dato più importante per gli USA…ma tutti gli europei stanno con gli occhi puntati sulla Grecia. Ecco il nocciolo della questione: stamani gli spread sul CDS (corporate default swap, un indice del costo di proteggersi contro l’insolvenza) sono al minimo da 3 mesi a questa parte sulla base di notizie migliori derivanti dalla Grecia.

Sono riusciti a collocare comunque 5 miliardi di euro in obbligazioni governative, hanno emanato un programma di tagli di spesa pubblica per 4,8 miliardi di euro – e la ciliegina sulla torta è stata la dichiarazione in coro di Sarkozy e Merkel a sostegno della Grecia. I nostri leader vogliono placare la pressione incessante che il mercato esercita sull’euro sulla base della frammentazione politica e fiscale dell’EU e queste dichiarazioni aiutano.

Anche se tutti sappiamo che fondamentalmente nulla è cambiato rispetto a prima, che le problematiche rimangono e che l’Euro alla fine dei conti è un regime di tassi di cambio fissi per tutti gli stati membri, le valute si muovono perché i flussi dominano nel breve termine: il sentimento di mercato guida questi flussi ed è utile tenere un orecchio agganciato alle notizie e l’occhio puntato sulla price action per decifrare meglio certi movimenti.

Ovviamente le news positive hanno influito sui carry trade, una delle regole di pollice che per fortuna reggono in mezzo a tante altre correlazioni che vanno e vengono. Occhio oggi alle vendite al dettaglio elvetiche (ore 9.15), alla produzione industriale della Germania (ore 12.00), e agli housing starts canadesi (ore 15.00).

Passiamo all’analisi tecnica dove continua stabile la fase di range in cui si è venuto a trovare il cambio eurodollaro da metà del mese scorso sino ad ora. Questo se da un lato rende meno interessanti gli sviluppi giornalieri, dall’altro lascia individuare con maggiore precisione livelli a cui il cambio potrebbe subire una svolta. Questi livelli sono ritrovabili grazie ad un grafico giornaliero e sono precisamente, 1.3440 (area di triplo minimo dal 18 di febbraio scorso) e 1.3750. Quest’ultimo non è solamente il massimo di mercoledì scorso, ma anche un livello confermato dalla linea discendente con origine 1.5140 e che contiene la tendenza negativa della moneta unica dalla seconda ondata di dicembre.

La risalita del dollaro nei confronti dello yen sta riavvicinando i prezzi alla trendline discendente che consigliamo di seguire oramai da settimane. Questa transita a poco più di una figura di distanza dai prezzi attuali, 91.60 ed è equidistante rispetto al livello di supporto visto sul finire di settimana scorsa, 88.30.

Il momento sfavorevole per lo yen ha permesso anche alla moneta unica di tirare un sospiro di sollievo dopo aver raggiunto a 119.70 il minimo dell’ultimo anno di scambi. Ora i prezzi potrebbero trovarsi a fare i conti con la resistenza importante compresa fra 124.50 e 125 figura. Una buona area di supporto alla tendenza rialzista è data da 122 figura.

La ripresa del cable dal minimo dell’ultimo anno di trading, 1.4780, continua costate. Possiamo ipotizzare che questo momento favorevole si possa scontrare con il livello di resistenza di 1.5350 e che possa trovare un buon supporto, per le prossime ore, in 1.5060.

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