LETTERA A FUGNOLI: MODESTA PROPOSTA PER PREVENIRE

4 Dicembre 2003, di Redazione Wall Street Italia

Se non siamo nel migliore dei mondi possibili, poco ci manca (vedi l’articolo di A. Fugnoli IL
ROSSO e IL NERO: CATASTROFISTI IN ESTINZIONE?
).
Io sarei più cauto a formulare ipotesi che partono da tesi precostituite: il
mercato, di sua sponte (o fortemente eterodiretto) sta “spalmando positività tra
crescita, bond e azioni” in perfetto equilibrio. Chi lo dirige ha imparato dal
passato (crollo dei bond nel 1999, bolla e crack dell’azionario 2000/2003), e
ora sta operando al meglio.
L’analisi macro economica (la riserva di manodopera, l’abbondanza di petrolio,
le opportunità produttive) rivela, oggi, condizioni eccellenti. Se è per questo, questi fattori erano addirittura migliori, almeno un’anno fa.

Ma, mi chiedo: ciò che si sta facendo oggi, sul mercato, non si poteva fare
subito, senza subire il patatrac del 2000/2002 (e le due o tre false
ripartenze) invece che aspettare il tardo 2003?
O c’è qualche interesse politico americano (vedi elezioni del prossimo
novembre) che ben poco hanno a che fare col mercato?
Cosa vuol dire “catastrofisti”?; forse che chi vede e segnala rischi sul mercato
è una cassandra che rema contro, mentre invece i buoni rialzisti ad oltranza
vogliono solo il bene del mercato(e dei loro benefit, dico io!?)”.

Io lo Leggo da tempo Fugnoli. Forse è lui che ha già sbagliato tre ripartenze,
dal 2000 a oggi. E stavolta è convinto che sia la volta buona: ed ecco
spiegati i toni di rivalsa e di esultanza che trasudano da tutta la sua analisi.
Finalmente i mercati salgono. Dagli agli jettatori!
Per sostenere questa tesi si dà dei “catastrofisti” ad analisti di fama
mondiale – Stiglitz, Krugman, Roach – dei quali è stranoto il rigore
intellettuale TESTUALE!!!!! Costoro, consulenti di importanti organismi mondiali, ora
additati agli psichiatri di tutto il mondo, sono fra i pochi che hanno messo in
guardia contro una crac annunciato, che si è puntualmente avverato!! Sempre
loro (o in malafede, o alienati!) sarebbero quelli che avrebbero interessi di
parte (politici!) mentre i grandi manovratori attuali (la FED e BUSH)
invece…..operano per il bene del mercato.

Toglietemi un dubbio: analisi di tale rigore intellettuale hanno anche un valore
economico, voglio dire, sono pure remunerate!!??
“Se i mercati salgono, allora l’economia va bene”. Spiace confutare queste tesi:
perchè i mercati, specie quelli azionari, sbagliano spesso, con grandi dolori
per i risparmiatori.
Le lezioni passate, anche recenti, non bastano davvero mai!
I mercati, per molta parte dei loro movimenti, non rispettano affatto i
fondamentali. Anzi, sono spesso condizionati da interessi forti.
Oggi, poi, tutti sanno che la leva Wall Street, usata ad hoc, come ben si vede, è
finalizzata al seguente scopo:.
Si spinge l’acqua in salita, perchè sarebbe stato ben più costoso e difficile
irrigare il campo; fuor di metafora: il crack e la crisi, o sono figli del caso,
o sono da imputare a grandi errori del passato. Scelga Lei Fugnoli. E mi dica
anche se, dati gli squilibri provocati, suppongo dalle politiche economiche e
finanziarie pregresse (i timonieri sono sempre gli stessi, sa?) sarebbe stato
possibile rimettere l’economia su un percorso virtuoso, senza la bomba
finanziaria sesquipedale sparata in questi tre anni, mai vista nella storia
politica e economica contemporanea!
Io voglio vedere cosa succederà in seguito, dopo, svaniti i chiari interessi
politici attuali che col mercato hanno ben poco a che fare, e se, passate le
elezioni (pro-Bush), vedremo il mercato vero, se c’è ancora. Semprechè, ben
inteso, coloro che credono che i mercati siano costantemente e prepotentemente
eterodiretti da mani forti, non incappino nella vera forza del mercato anche
prima, molto prima.

Nell’articolo di Fugnoli c’è la tesi che mani sapienti (quelle di ieri?) sane e
sagge, stiano distibuendo equamente pani e pesci: così, i mercati azionari
salgono, ma sotto controllo; le obbligazioni e gli immobili non calano, perchè
questo equilibrio è necessario all’attuale fase economica; la ripresa, fra
poco sarà ruggente, ma i tassi resteranno all’1%,(altrimenti crollano i bond
ed espode il debito immobiliare);
coi tassi attuali si remunereranno prestiti sempre più ingenti, necessari allo
sviluppo made in USA, senza nessuna tensione al rialzo e senza rischi. Il dollaro
può calare, a dispetto dell’alto indebitamento americano, che sarà comunque
facilmente finanziato.
Cucù!! Se io fossi stato DELON, sarei stato un bell’uomo e un gran chiavone!

Ma quando mai i mercati funzionano così!!?
Tutti sanno che occorrono 50 miliardi di dollari al giorno di capitali esteri
per mantenere stabile la quotazione del dollaro.
Tutti sanno che l’amministrazione americana sta dando calci al dollaro per: a)
svalutare il debito contratto negli ultimi cinque anni a ben altro livello;
b) aumentare “con la forza” la capacità competitiva delle merci americane.
Questo avviene a chiaro danno di altri interessi esistenti sul mercato: di
intere aree, di vaste popolazioni di lavoratori e produttori!
Dunque, i bravi risparmiatori mondiali dovranno sottoscrivere in massa assets
finanziari americani, ben sapendo che dalla parte del cambio avranno una perdita
sicura, e come rendimento a medio lungo termine percepiranno meno
dell’infrazione media occidentale!
Ma dove esistono siffatti allocatori (o meglio allocconi) che proporranno scelte
simili?: magari, coi soldi degli altri può succedere (lei lo consiglia,
nevvero?): viva, bravi, ma non coi miei soldi, di certo.

Direi ai Fugnoli zelanti (sono tanti sul mercato) di metterci i loro, di soldi,
per mantenere questo rialzo, e vedremo, nel tempo se rivedranno tutti i loro
risparmi così investiti!
Come si può ben vedere, siamo di fronte al furbo del deserto che lanciava
pietre in aria e si metteva sotto per stare all’ombra!
Cosa voglio dire, in ultima analisi: degli squilibri generali finanziari
americani di cui tutti parlano con qualche cautela, nell’analisi di Fugnoli non
c’è traccia. Solo che ci sono, e dovranno essere aggiustati. E in qualche modo
saranno aggiustati. Sempre e solo nel solito modo?
Taccio, poi per amor di patria, sull’attuale situazione politico-militare. Forse
Fugnoli è troppo giovane per sapere che, come dicono tutti gli allarmi di ogni
serio organismo politico e di intelligence del mondo, una esplosione in un
qualsiasi supermarket occidentale basterebbe a vanificare il megashopping atteso
per le prossime feste natalizie, e con questo la grande Kermesse consumistica
natalizia che manderebbe a gambe all’aria la sua bella ripresa.

Te lo dico Fugnoli: se a dicembre, o a marzo, seduto su un’argine con la canna
da pesca in mano sento alla radio che hanno fatto esplodere il Golden Gate con
una autobomba Kamicaze non controllata bene, e buona parte dei miei risparmi,
consigliato da te, fustigatore di “catastrofisti qualunquisti”, sta investita in
borsa e viene giù come un martello senza manico, con chi me la prendo? Con
Krugman, Roach, il Papa, Blair, la CIA, Berlusconi o il Dalai Lama!?
Non importa se ora i mercati azionari (ma anche i bond, le case, i debiti, le
biciclette, le cravatte e i copertoni) continueranno a salire. Mi interessa la
solidità nel tempo: della ripresa, in prima istanza, e di investimenti che
abbiano un qualche fondamento di serietà, poi!
E’ sicuro, Fugnoli, che la sua analisi sia così chiara e certa, per i miei
risparmi?
Se è sicuro gli consiglio di alimentare l’attuale rialzo di borsa coi suoi
soldi, e beninteso, con quelli di chi la pensa come lui e… tanti auguri per la
meritata fortuna che certamente verrà!

*Luigi Testa e’ un Funzionario Direttivo Regionale di Imola (BO).

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