Letta a New York

24 Settembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – “Dopo il voto tedesco stop ad alibi, crescita centrale”. E’ quanto ha detto il premier Enrico Letta, parlando al Council on Foreign Relations, a New York. Il CFR è un think tank, una delle maggiori lobby di potere negli Stati Uniti, molti personaggi di amministrazioni di presidenti democratici e repubblicani sono suoi membri.

Con il suo viaggio a New York, dove si trova per partecipare ai lavori della 68esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Letta vuole instaurare contatti con i poteri forti della politica e della finanza americana: domani, il premier farà tappa al Nyse, New York Stock Exchange, per aprire le contrattazioni a Wall Street al suono della campanella alle 9:30.

Nel frattempo Claudio Bisogniero, ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti, sta facendo il possibile per organizzare un breve bilaterale tra il presidente del Consiglio e il presidente americano Barack Obama. L’incontro non e’ confermato, essendo il presidente degli Stati Uniti super-impegnato con altri incontrio in ambito Onu (tra cui forse il nuovo presidente dell’Iran).

Parlando delle condizioni in cui si trova l’Italia, Letta ha affermato che il paese è uscito “dalla fase più profonda della crisi”. Questo è comunque un “momento molto cruciale, e il livello a cui viaggiano i tassi (sui BTP) rappresenta un fattore molto importante. Se i tassi dovessero tornare al livello in cui si trovavano due-tre anni fa, la situazione sarebbe disastrosa, ma riteniamo che potremmo, entro la fine del 2013, vederli calare al 4%”.

Letta ha ammesso che il debito italiano è enorme, ma sul fronte del deficit, sebbene il rapporto deficit/Pil italiano sia salito al 3,1%, sforando il tetto del 3%, il premier ha messo in evidenza che in tutti altri paesi, a parte la Germania, il deficit è superiore rispetto a quello italiano.

“L’anno prossimo sarà il primo anno di crescita dell’economia italiana dopo tanto tempo. Ma ovviamente dipende dalla stabilità politica. Sto cercando di fare del mio meglio ma gestire una grande coalizione non è facile. Sono sicuro che alla fine la stabilità prevarrà”. Ancora: “sono ottimista per il futuro della crescita in Italia, perchè le misure prese negli ultimi anni avranno conseguenze positive”.

“La legge di stabilità che stiamo per presentare contiene un programma di bilancio molto importante, che prevede anche un consistente taglio delle tasse sul lavoro, che per l’Italia è un punto cruciale”, ha sottolineato. Venerdì “ci sarà un importante consiglio dei ministri sulle privatizzazioni. Dobbiamo trovare soluzioni, un passo per volta. La legge di stabilità sarà il piano per il 2014, con le missioni, l’organizzazione. Sarà un piano convincente, per il Parlamento e per l’opinione pubblica”.

Il presidente del Consiglio ha spiegato anche che la legge di stabilità sarà un importante mezzo per attrarre gli investitori esteri e anche nel programma di Destinazione Italia sono presenti diverse indicazioni per aiutare gli investitori a orientarsi.

Letta ha però sottolineato che lo sforzo di attrarre investitori deve interessare l’intera Europa perchè “se l’Europa sarà solo tasse, recessione, austerity“, non ci saranno risultati. L’Europa deve tornare a essere una “promised land”, una “terra promessa“.

“L’Unione europea ha bisogno di aggiornare la sua governance e di agire rapidamente. Non ci possono volere trenta summit, quattro anni, per prendere una decisione”, ha aggiunto.

Non poteva mancare una domanda del moderatore rivolta al caso Silvio Berlusconi; nel sottolineare di essere sicuro che si troveranno “soluzioni nel rispetto della legge”, Letta ha fatto una battuta: “Pensavo di dover parlare di primavera araba e questioni internazionali, ma so che ai media internazionali il tema piace. Conosco il gioco e sto al gioco”, ha detto.

Letta, rispondendo alla domanda di una giornalista, ha parlato anche dell’intenzione di affrontare il tema Siria nel suo discorso all’Onu, previsto per domani.