Legge stabilita’ rinviata: litigi e tensioni tra ministri e Tremonti

14 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – “La prossima settimana arriverà il decreto per la crescita e lo sviluppo”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi dopo il voto di fiducia dell’aula della Camera

Il Consiglio dei Ministri è convocato per oggi alle ore 14,00 a Palazzo Chigi. Nuovo rendiconto, legge di stabilità e legge di bilancio, secondo quanto si apprende, i provvedimenti all’ordIne del giorno.

ROMANI: ‘GRAVE DANNO SOTTRARRE RISORSE TLC’ – Sottrarre risorse alla banda larga e al settore tlc rappresenta ”un grave danno”. Lo afferma il ministero dello Sviluppo economico, in relazione alle anticipazioni di stampa sulla legge di stabilita’ sulla destinazione dei fondi raccolti con l’asta 4G, che avrebbero dovuto essere reinvestiti nel settore tlc.

“I contenuti della nuova legge di stabilità riportati oggi dalla stampa – si legge in una nota del ministero – appaiono in evidente contrasto con quanto previsto circa la destinazione delle risorse della gara per le frequenze 4G, gestita nella sua totalità dal Mise. La legge 220/2010 – ricorda il comunicato – dispone infatti che ‘eventuali maggiori entrate accertate rispetto alla stima’ di 2,4 miliardi di euro ‘sono riassegnate nello stesso anno al Mise per misure di sostegno al settore, da definire con apposito decreto del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’economia e delle Finanzé.

La legge 111/2011 precisa che una quota ‘non superiore al 50% delle eventuali maggiori entrate accertate rispetto alla stima’ di 2,4 miliardi di euro ‘sono riassegnate nello stesso anno al Mise per misure di sostegno al settore'”. Il ministero evidenzia quindi che “il successo della gara 4G é stato determinato anche e soprattutto dal fatto che le società di telecomunicazione hanno formulato le proprie offerte, nel corso della gara, nella consapevolezza normativa che una parte delle risorse sarebbe stata reinvestita nel settore Tlc.

E’ bene ricordare – sottolinea Via Veneto – che l’investimento di questi fondi in innovativi progetti di infrastrutturazione delle reti farà da volano all’investimento di ulteriori risorse private, con un rilevante effetto anticiclico, sia sul fronte economico che occupazionale”. Oltre alla riduzione del deficit assicurata dalla gara 4G, il Mise “sta dando un forte contributo sia sul fronte del contenimento della spesa, sia su quello della tutela degli investimenti strategici per il governo e per il Paese. Come ampiamente condiviso dai gruppi parlamentari di maggioranza, è dunque necessario garantire, anche sul fronte delle Tlc, la continuità degli investimenti e della crescita. Diversamente, – conclude la nota – si arrecherebbe un danno grave al settore e all’Italia”.

PRESTIGIACOMO: ‘NON VOTERO’ LEGGE CHE CANCELLA MINISTERO’ – “Ovviamente non potrò votare né in Consiglio dei Ministri né in Parlamento una legge di stabilità che di fatto cancella il ministero dell’Ambiente”. E’ quanto afferma il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, interpellata dall’Ansa, in merito alle voci di ulteriori tagli al suo ministero. In quattro anni tagli per il 90%: dal 1,3 miliardi di euro del 2008, previsti per interventi ambientali, a 120 milioni di euro nel 2012. Questi, a quanto si é appreso, i tagli per il ministero dell’Ambiente in vista della definizione degli ulteriori interventi che verranno decisi domani dal Consiglio dei Ministri.

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(Reuters) – Non è ancora iniziato il Consiglio dei ministri che già si registrano tensioni tra i membri di governo sul contenuto della legge di Stabilità.

Una fonte governativa spiega che il ministro dello Sviluppo Paolo Romani non condivide la scelta di destinare alla riduzione del debito e all’istruzione, il maggior incasso ottenuto con l’asta delle frequenze e insiste nel chiedere che parte delle risorse restino a sua disposizione.

“La parte delle frequenze sta suscitando malumori, Romani chiede modifiche alla legge”, spiega la fonte.

La bozza della legge di stabilità prevede che il maggior gettito incassato dallo Stato rispetto alle previsioni, pari a circa 1,6 miliardi, vada per il 50% al fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato e per il 50% al fondo a favore dell’istruzione previsto dal decreto 5 del 2009.

La manovra di luglio prevede invece che il 50% delle maggiori risorse siano riassegnate al ministero dello Sviluppo “per misure al sostegno del settore” delle telecomunicazioni.