Lega: Bossi si ricandida. Maroni, tra l’imbarazzato e il servile, tace

2 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Nella mente di Roberto Maroni e del triumvirato che condivide con Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago doveva essere il giorno della ritrovata compattezza della classe dirigente, a cinque giorni dalle amministrative, test capitale al Nord per il Carroccio dopo lo tsunami dello scandalo Belsito. E così è stato il ‘Lega unita day’ celebrato ieri a Zunica, nel giorno del primo maggio che coincide con il 25simo anniversario dalla fondazione del Carroccio, almeno nelle immagini e nella parole offerte dal palco.

Dove da Maroni e i trimuviri, passando per Sindaci ricandidati e Governatori in carica, fino al ‘gran finale’ ancora una volta al padre-fondatore Umberto Bossi, c’erano tutti a rilanciare uniti il movimento, ad eccezione degli ‘spazzati via’ Rosy Mauro, Piergiogio Stiffoni, Francesco Belsito. E degli ‘accantonati per ora’ come Renzo Bossi o Davide Boni.

Sotto al palco, però, il Senatur ha sparigliato e ai giornalisti ha a sorpresa risposto di essere pronto a ricandidarsi alla segreteria al Congresso straordinario in programma fra un mese e che avrebbe dovuto consacrare la nuova leadership di Roberto Maroni, con ascesa sua o di persona a lui vicina all’incarico per 25 anni ricoperto da Bossi. Un solo evento, per bocca dello stesso Maroni, avrebbe potuto fermare questa staffetta: “Sono pronto – aveva spiegato l’ex ministro di Interni e Lavoro dei diversi governi Berlusconi- ma se Bossi si candida io non lo farò e voto per lui…”.

Ieri Bossi ha risposto ai giornalisti che “se serve all’unità” della Lega lui è pronto a tornare Segretario. Mandando in tilt lo stato maggiore maroniano. Con l’ex ministro da quel momento in silenzio, dopo le torrenziali esternazioni di questi giorni e fino all’annuncio a sopresa del Senatur. Fra i suoi sconcerto e fastidio vengono malcelati. Anche se in diversi sottolineano come quello di Bossi non debba ancora essere considerato un annuncio.

Innanzitutto perchè dato in risposta ai giornalisti e non dal palco al ‘popolo dei lumbard’. E poi perchè preceduto da quel ‘se serve all’unità’ che dipenderà anche dalla stessa reazione dei maroniani e del loro leader. Ieri sera in tv su La7 a ‘Otto e mezzo’ un imbarazzato Governatore del Piemonte Roberto Cota ha fatto finta di non capire la domanda diretta e ripetuta sulla ricandidatura. Ed ha risposto più volte, volutamente o meno, come se l’annuncio non fosse già ufficialmente avvenuto. “Se si ricandiderà o meno Bossi lo dirà al congresso…”.

Altri bossiani di ferro, invece, hanno già celebrato il ritorno di Bossi come cosa fatta. “Venticinque anni dopo – ha ricordato i co-fondatore del Carroccio Giuseppe Leoni, primo deputato della Lega in Parlamento con Bossi a palazzo Madama – Umberto ha annunciato la sua ricandidatura. Il 1 maggio 1987 eravamo presso l’Aero Club di Vergiate, notaio il dott. Fantasia. E avevamo attrezzato la raccolta firme. Avevo mobilitato tutto il mio paese, Mornago, addirittura c’era gente che era venuta senza carta d’identita’, e’ tornata a casa a prendere il documento e nel giro di 4 ore abbiamo raccolto tutte le firme che servivano permettendoci di presentare il simbolo Lega Lombarda con il risultato che l’Umberto e’ stato mandato al Senato ed io alla Camera. 800 firme per il collegio elettorale di allora che era Como-Sondrio-Varese”.

Roberto Calderoli, ex ministro e triumviro in carica, in una dichiarazione scritta sulla giornata di ieri diffusa in serata e ripetuta questa mattina, non ha detto una sola parola sull’annuncio del possibile ritorno di Bossi alla guida del partito, celebrando invece la partecipazione e la ritrovata unità fra i padani.

“La Lega Nord – ha affermato Calderoli- esprime tutta la sua soddisfazione per l`ottima riuscita del Lega Unita Day, a Zanica, festa organizzata con soli tre giorni di preavviso eppure riuscitissima, sia in termini di partecipazione, con più di 5000 presenti, nonostante il maltempo che ha flagellato la provincia di Bergamo in questi giorni, sia in termini organizzativi.
Complessivamente, per organizzare e allestire questa festa e in particolare il Lega Unita Day, hanno lavorato 120 volontari, garantendo, tra l`altro, anche 1300 posti a sedere e altrettanti pasti completi nell`affollatissimo tendone dell`area feste dove si è consumato il pranzo dei lavoratori padani”.

“E` stata una splendida giornata e per questo non posso che ringraziare di cuore e applaudire – ha affermato ancora – tutti quelli che hanno lavorato in questi giorni a Zanica. Ma non solo.Desidero esprimere la mia soddisfazione e rivolgere il mio ringraziamento a tutti i leghisti bergamaschi per il grande lavoro che Bergamo si è sobbarcata nell`arco di pochi giorni con l`organizzazione di una serie di eventi importanti quali la serata dell`Orgoglio Leghista, l`Assemblea di tutti i militanti ad Alzano e oggi il Lega Unita Day. Come sempre Bergamo è davanti a tutti…”