Le retribuzioni lievitano con gli incentivi all’esodo

14 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Retribuzioni in forte crescita in Italia alla fine del primo trimestre, ma l’aumento non è stato trainato da aumenti degli stipendi e dei salari, ma dagli incentivi all’esodo offerti da alcuni settori industriali. Nel complesso le retribuzioni sono balzate del 3,6% tendenziale nei primi tre mesi dell’anno, segnando un aumento dello 0,7% rispetto alla fine del 2009. Salgono le retribuzioni senza aumenti di stipendio All’interno del settore industriale, le retribuzioni hanno segnato un incremento tendenziale particolarmente marcato nel settore dell’estrazione di minerali da cave e miniere, a causa, principalmente, dell’erogazione di consistenti incentivi all’esodo in alcune grandi aziende. All’opposto, la variazione tendenziale negativa registrata nel settore delle fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata è dovuta alla riduzione, rispetto un anno prima, della medesima componente degli incentivi all’esodo. Nel terziario le dinamiche più elevate si sono evidenziate nel settore delle attività finanziarie e assicurative. Lavoro più salato La crescita delle retribuzioni e degli oneri sociali si è tradotta in un generale aumento del costo del lavoro. Una dinamica indesiderata in una fase in cui il mercato del lavoro è in difficoltà a livello globale. Il costo del lavoro è così aumentato in linea con le retribuzioni del 3,6% tendenziale, segnando un aumento dello 0,7% rispetto alla fine del 2009. Più salato il bilancio dell’industria rispetto a quello dei servizi, ma anche in questo caso si scaricano gli effetti relativi agli incentivi all’esodo.