LE PREVISIONI SU QUALCOMM ERANO TROPPO ROSEE?

3 Gennaio 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il rapporto di PaineWebber che ha scatenato la corsa al titolo Qualcomm (QCOM) fissava il target di prezzo a 1.000 dollari per i prossimi 12 mesi sulla base di introiti garantiti per il 2010, una data piuttosto lontana da quella corrente, ma questo non ha impedito agli investitori di far man bassa del titolo.

Mercoledi’ scorso il titolo ha infatti chiuso a 659 dollari, in salita di 156 punti, cioe’il 31%; dopo aver gia’ guadagnato il 2.400% nell’ultimo anno.

Una reazione esagerata?

Piecyk, l’analista di PaineWebber responsabile di una tale ripresa, commentava che entro il 2010 la telefonia wireless sara’ una variante della cosiddetta terza generazione, o 3G phone; che quei telefoni utilizzeranno quasi esclusivamente la tecnologia CDMA, code-division multiple access e che Qualcomm ne incassera’ le royalties.

Se e’ vero che i primi due punti non lasciano dubbi, il fatto che Qualcomm abbia il predominio sulla tecnologia CDMA lascia adito a discussioni.

Qualcomm e’ sinonimo della ‘attuale’ tecnologia CDMA, un metodo di aggiunta di codici digitali ad un flusso di bit cosi’ alto che le telefonate wireless possano condividere piu’ efficacemente lo spettro elettromagnetico, e al momento gli utenti pagano a Qualcomm sia i chip usati nei cellulari CDMA che le royalties per il sistema.

Ma anche il CDMA cambia velocemente e Qualcomm potrebbe trovarsi in compagnia della concorrenza.

Piecyk, sulla base di 2 miliardi di utili per le chip stimati per il 2001, prevede un valore di 170 dollari ad azione e, allo stesso modo, sulla base di 20 miliardi di dollari in royalties CDMA accumulati entro il 2010, prevede un valore di 800 dollari a titolo.

Purtroppo, il monopolio di Qualcomm potrebbe venire indebolito nei prossimi 10 anni, cosi’ come la posizione della societa’ all’interno dell’industria.

Le royalties di Qualcomm sono infatti basate sul suo brevetto che pero’ scadra’ nel 2006 e poi la tecnologia Qualcomm e’ al momento una 2,5G, non la futura 3G.

La differenza sta nel numero di kilobit per secondo offerti: l’attuale Qualcomm puo’ contare su 64 kilobit per secondo, ottimi per inviare quote di mercato, e.mail e altri dati; ma la vera generazione 3G potra’ offrire sino a 2 milioni di kilobit per secondo.

Per arrivare alla prossima generazione, le societa’ wireless e le organizzazioni governative di controllo stanno lavorando al cosidetto IMT2000 organizzato dall’International Telecommuniations Union (ITU), lo stesso organo che ha ratificato l’attuale standard CDMA e il tentativo e’ quello di una conciliazione di tecnologie concorrenti.

Qualcomm, quindi potrebbe perdere la predominanza del settore.

Gia’ il ministero della difesa americana aveva ottenuto un brevetto sulla tecnologia CDMA nel 1981 e altre societa’, quali la coreana SK Telecom, stanno registrando i propri.

Qualcomm e’ invece certa che i suoi oltre mille brevetti CDMA la porteranno a prevalere sulle specificazioni della generazione 3G del progetto IMT2000.

(articolo in fase di scrittura)