Le nuove valute nazionali in caso di rottura dell’area euro

3 Aprile 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Jens Nordvig e Nick Firoozye, rispettivamente responsabile della divisione di ricerca sul reddito fisso presso Nomura Securities e strategist numero uno sui tassi europei presso Nomura International, illustrano il potenziale scenario che potrebbe presentarsi nel caso di rottura dell’euro.

Tale scenario appare nell’analisi “Planning for an orderly break-up of the European Monetary Union”, con cui i due stanno partecipando al Wolfson Economics Prize. Tale premio è già di per sè curioso in quanto invita i migliori economisti del mondo a preparare un piano di salvataggio, nel caso in cui ci fosse un break up dell’Eurozona. E tra i cinque finalisti, appaiono proprio i due guru. Che fanno il punto della situazione su cosa accadrebbe, nel caso specifico, alle valute europee nel caso in cui l’Eurozona dovesse affrontare l’incubo peggiore: la sua fine.

“Gli investitori che detengono asset in euro stanno facendo fronte al rischio di vedere ridenominati i propri contratti in valute nazionali. Per quantificare la dimensione economica di questo rischio di ridenominazione, abbiamo sviluppato un quadro trasparente che attribuisce valore alle nuove monete nazionali. Il quadro è basato sul: 1) disallineamento attuale del tasso di cambio reale. 2) il rischio dell’inflazione futura”.

Lo scenario “quantifica il rischio di deprezzamento nel medio termine associato alla ridenominazione delle valute in nuove valute nazionali. Per molti paesi membri dell’Eurozona, il rischio potenziale di deprezzamento è molto notevole”.

Nel grafico, “le stime sul fair value sono calcolate per le valute nazionali di ognuno degli 11 membri originari dell’Eurozona e sono basati su un orizzonte di cinque anni successivo a un break up potenziale dell’Eurozona. Le percentuali incluse nel grafico rappresentano il grado di apprezzamento/deprezzamento rispetto al valore euro/dollaro, che agli inizi di dicembre si attestava a $1,34 circa.

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