Le linee guida del nuovo accordo intergovernativo “fiscal compact”

9 Dicembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: la Bce ha ridotto di 25 pb il tasso di riferimento portandolo all’1%. L’istituto inoltre al fine di garantire liquidità ai mercati ha deciso di introdurre due operazioni di rifinanziamento a tre anni con la possibilità di rimborso anticipato anche parziale dopo un anno. La prima operazione si terrà il 21 dicembre al posto di quella ad un anno precedentemente programmata.

È’ stato inoltre deciso di ampliare la gamma di collaterale accettato inserendo: 1) Abs (titoli garantiti da attivi come mutui o prestiti) di rating minimo di almeno singola A, in luogo del precedente limite a AAA; 2) mutui residenziali e prestiti alle piccole e medie imprese che soddisfino determinati criteri.

A partire da gennaio 2012 è stata infine ridotta all’1% dal 2% la quota di riserva obbligatoria, una misura attesa potenzialmente liberare ulteriori circa 100Mld€.

Draghi nella conferenza stampa ha dichiarato che la decisione è stata presa a maggioranza. La discussione ha riguardato solo l’ipotesi taglio di 25pb, segnalando pertanto implicitamente la presenza di membri contrari.

Il presidente della Bce ha inoltre aggiunto che l’Istituto non ha preso in considerazione l’idea di fissare un tetto sui rendimenti dei titoli di stato.

Relativamente a possibili prestiti della Bce al Fmi Draghi ha dichiarato che la Bce non è membro del Fmi e che eventuali fondi prestati al Fmi con lo scopo di supportare i soli paesi della zona Euro sarebbero contrari ai Trattati. L’istituto ha rivisto al ribasso le stime 2012 sul Pil, rivedendo invece al rialzo le stime sull’inflazione.

Il consiglio europeo riunitosi ieri non si è accordato per una modifica dei trattati a 27, ottenendo l’opposizione della Gran Bretagna. È stato così deciso di iniziare a portare avanti un accordo intergovernativo tra 23 paesi (rimarranno fuori Uk, ed Ungheria oltre a Repubblica Ceca, e Svezia, queste ultime in attesa però di verificare il via libera o meno dei rispettivi parlamenti).

Nel comunicato sono indicati le linee guida del cosiddetto nuovo “fiscal compact” ossia il nuovo accordo intergovernativo su cui i 23 paesi lavoreranno: 1) fissazione dell’impegno a non superare lo 0,5% in termini di deficit strutturale, con un’apposita previsione inserita a livello costituzionale dai singoli paesi; 2) previsione di sanzioni automatiche in caso di sforamento, con la possibilità di non applicazione solo in caso di voto favorevole di almeno l’85%.

Inoltre è stato anticipato che: a) i 27 paesi dell’unione prenderanno in considerazione la possibilità (con conferma entro 10 giorni) di rendere disponibili ulteriori 200Mld€ di prestiti per la dotazione generale del Fmi, di cui 150Mld€ da parte dei paesi euro. In base a quanto riportato dal Wsj, i prestiti arriverebbero dalle banche centrali dei singoli paesi; b) il meccanismo di coinvolgimento del settore privato in caso di situazioni di stati in crisi, seguirà le regole attualmente in vigore per il FMI. Di conseguenza non è stata approvata la richiesta tedesca di coinvolgimento pieno; d) l’Efsf durerà fino a giugno 2013; e) l’Esm sarà anticipato al 2012 e nel periodo di convivenza i due fondi avranno una dotazione complessiva di 500 Mld€. Durante questa fase sarà versato all’ESM un ammontare cash pari almeno al 15% della dotazione complessiva.

Positivo il commento di Draghi: “…è la base per un buon fiscal compact e più disciplina nella politica economica dei paesi euro”. La riunione tra i leader Ue continuerà anche oggi.

Infine, la Croazia è entrata ufficialmente come 28esimo paese della Ue.

Ieri la Lch e Cc&G, le due principali casse di compensazione hanno ridotto i margini su negoziazioni di titoli di stato italiani.

L’Eba ha comunicato le nuove necessità di capitale delle banche europee che, entro giugno 2012 (con piano di ricapitalizzazione da presentare entro il 20 gennaio 2012) sono chiamate a ricapitalizzarsi per 114,6 Mld€, ovvero otto miliardi in più rispetto a quanto riportato ad ottobre. Le banche italiane dovranno ricapitalizzarsi per 15,4 Mld€.

Negli Usa la giornata si è chiusa con un calo dei tassi di mercato governativo e listini azionari in negativo.

Valute: euro in deciso apprezzamento nella giornata di ieri in seguito alla delusione degli operatori dopo la riunione della Bce. Il cross che inizialmente era salito fino ad area 1,35 è sceso violentemente a quota 1,33 dopo il secco “No” da parte di Draghi ad una Bce più attiva nell’acquisto di bond governativi. In mattinata il cross rimane sotto pressione ed è fondamentale per i prossimi giorni la tenuta del supporto in area 1,3250/1,33 al fine di evitare un possibile ritracciamento fino a quota 1,30. Principale resistenza a 1,3450/1,35.

Euro in deprezzamento anche verso lo yen con il cross giunto in prossimità del supporto 103. Sul fronte macro il Pil giapponese nel primo trimestre è rallentato rispetto alla lettura precedente, attestandosi al 5,6% annualizzato.

Yuan cinese in lieve deprezzamento vs dollaro. L’inflazione cinese di novembre è calata ai minimi da 14 mesi al 4,2%.

Materie Prime: ribassi per le materie prime in un contesto generale negativo per gli asset rischiosi. All’interno dell’indice GSCI le poche eccezioni positive sono state lo zucchero (+4,7%), il mais (+1,3%) ed il nichel (+1,4%).

Vendite marcate sul greggio e sui metalli preziosi con l’oro che questa mattina si attesta poco sopra soglia 1700$/oncia e l’argento che ieri ha perso oltre il 3%. In calo anche in metalli industriali (ad eccezione del nichel sopracitato).

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