LE COSE CHE FANNO ARRABBIARE I LETTORI

25 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Chicago, 25 giu – “Le cose che fanno arrabbiare i nostri lettori”: questo il titolo dell’articolo apparso sul Chicago Tribune, in cui l’ombudsman della testata rende pubbliche alcune delle lamentele più comuni con le quali si trova quotidianamente a fare i conti. Timothy J. McNulty ha suddiviso i reclami in tre categorie: quelli che hanno a che fare con la distribuzione e l’impaginazione, quelli che riguardano le comunicazioni fra i lettori e il giornale e quelli che invece concernono più specificatamente questioni giornalistiche. Nella prima categoria, McNulty include le copie rovinate dalla pioggia o quelle stampate male, ma anche copie con pagine o intere sezioni mancanti. Il difensore civico sottolinea inoltre che spesso i lettori lamentano il fatto di non trovare tutti i risultati sportivi o l’elenco completo dei vincitori delle borse di studio. In tal senso però McNulty specifica che da tempo il giornale ha scelto di pubblicare tali lunghi elenchi solamente on-line, per ottimizzare al massimo lo spazio disponibile su carta. L’elenco prosegue con gli errori sui cruciverba e sui cambiamenti repentini nelle strisce di fumetti. Per quanto riguarda le questioni riguardanti la comunicazione, l’ombudsman sottolinea che i lettori si lamentano spesso delle telefonate “rimbalzate” fra una sezione e l’altra dell’azienda, senza che nessuno riesca a dare una risposta esauriente alle domande. Altra questione che infastidisce non poco il pubblico del Tribune è il fatto che le chiamate sono smistate da call center che spesso si trovano all’estero, e dunque il personale parla un inglese a tratti incomprensibile e ha difficoltà nell’identificare le località indicate dai lettori stessi. Più lunga e articolata la lista che riguarda le lamentele giornalistiche. Qui l’elenco spazia dai semplici refusi, fino ai titoli “insignificanti”, che “riempiono lo spazio ma non dicono nulla su ciò di cui parla l’articolo”. Secondo McNulty, i lettori in particolare si lamentano quando viene pubblicato un indirizzo sbagliato o incompleto (anche se, sottolinea, l’errore è marginale come nel caso di un locale indicato all’angolo fra due strade mentre in realtà si trova a un civico di distanza). La lista prosegue poi con le parole straniere scritte con un accento sbagliato, o con l’uso eccessivo che si fa di vocaboli di altre lingue, che rendono il testo di difficile comprensione.