Le borse europee si raffreddano al giro di boa

20 Maggio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Sfuma il tentativo di rimbalzo in Europa, dopo una mattinata sostanzialmente tranquilla ed un esordio nel complesso positivo. I mercati del Vecchio Continente hanno gradualmente eroso i guadagni nel corso della mattinata, passando in territorio negativo sui segnali poco rassicuranti che arrivano da oltreoceano. I futures USA puntano con decisione al ribasso, mostrando un calo dello 0,86% quello sul Nasdaq e dello 0,62% quello sullo S&P 500. Wall Street, dunque, potrebbe partite in rosso, in attesa del Philly FED e del superindice di aprile. Il clima sui mercati si fa più cauto, dopo un rimbalzo prevalentemente tecnico. Non sono svanite infatti le preoccupazioni per la crisi che sta investendo l’eurozona, nonostante le rassicurazioni sulla salute dell’euro, arrivate nella notte dal Presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Juncker in visita a Tokyo e dal Ministro delle finanze francese, Christine Lagarde. Intanto, il cambio euro/dollaro mostra segnali di cedimento, a sfavore della valuta di Eurolandia che scende a 1,233 USD (-0,7%). Fra i cosiddetti bene rifugio, l’oro scivola dello 0,7% a 1184 dollari l’oncia allontanandosi ancora dai record storici a causa di realizzi e di una maggiore attrattività del dollaro. Fra le commodities è in cauta il petrolio, che scivola dell’1,3% a 71,5 dollari al barile sul contratto in consegna luglio. Il rosso domina sui mercati europei, fra i quali resta in attivo solo Madrid +0,35%. L’asta dei titoli di stato spagnolo a dieci anni è andata piuttosto bene sul fronte della domanda, ma i rendimenti si confermano in aumento. Fra le altre piazze europee la peggiore è Francoforte che cede lo 0,86%, seguita da Amsterdam e Parigi con un calo di circa mezzo punto. Invece, Bruxelles mostra un decremento dello 0,2%, come Londra, mentre Lisbona e Zurigo limano lo 0,1%. A livello settoriale si segnala la pessima performance delle risorse di base, con i minerari che risentono del calo dei prezzi dei metalli, mentre alcuni produttori di acciaio scontano un giudizio negativo di Bank of America Merrill Lynch. Male anche le auto e gli industriali. Tengono i petroliferi ed i finanziari, come le banche e gli assicurativi. Fra i temi caldi della mattinata va segnalata SABMiller, che crolla del 6% dopo aver annunciato risultati molto deludenti. A picco anche la National Grid, che ha annunciato un aumento di capitale per finanziare l’ammodernamento delle infrastrutture. Tiene il Banco Santander in scia ad un upgrade di Nomura a “buy”.