Le banche Usa si preparano alla rottura dell’euro: tutti i preparativi

6 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – “La cosa migliore che si possa fare è smobilizzare, ridurre”. Afferma spaventato un banchiere senior, in un’intervista rilasciata al Financial Times, che affronta in un articolo il tema “US banks haunted by spectre of eurozone”, ovvero “Banche americane inseguite dallo spettro dell’Eurozona”.

“Noi ci stiamo preparando a una completa rottura dell’euro nei prossimi 18-24 mese. Una volta che la possibilità che ciò accada supera il 5%, allora il concretizzarsi del fenomeno diventa inevitabile nel corso del tempo”, spiega il banchiere, che opta per l’anonimato.

Tra i grandi colossi, la cui esposizione verso l’Europa spaventa il settore finanziario americano, si mette in evidenza Morgan Stanley: gli stessi insider della banca ammettono che l’istituto viene considerato come tra le banche Usa più esposte al rischio Eurozona.

Tanto che proprio all’inizio del 2012, esattamente in data 3 gennaio, e tra l’altro nel pieno silenzio del governo, il Tesoro italiano ha versato all’istituzione finanziaria 3,4 miliardi di dollari. Motivo? La decisione di Morgan di rientrare da una posizione che aveva verso lo stato italiano da 6,268 miliardi a 2,887 miliardi (la differenza è appunto di $3,4 miliardi, convertito a un valore di 2,5 miliardi di euro.) E quel che è peggio è che sembra che la riduzione dell’esposizione sia stata chiesta proprio dal governo americano.

Brad Hintz, analista presso AllianceBernstein, definisce addirittura Morgan Stanley e Goldman Sachs alla stregua di “banche europee onorarie, visto che i loro titoli spesso si muovono in sintonia con quelle dei gruppi europei. L’anno scorso Morgan Stanley perse più del 10% in una sola sessione proprio a causa della sua esposizione europea.