LAVORO USA: DUBBI SUL BOOM DI NUOVI POSTI

2 Aprile 2004, di Redazione Wall Street Italia

I dati sul mercato del lavoro Usa di marzo hanno nettamente sorpreso in positivo le attese. In termini di numero di posti di lavoro creati si è registrata la più alta variazione positiva (+308.000) dall’aprile del 2000.

L’aumento del numero di posti di lavoro ha interessato soprattutto il settore dei servizi (+230.000), mentre nel settore manifatturiero per la prima volta dopo 43 mesi si è arrestata la distruzione di posti di lavoro.

Ancora una volta, l’andamento del tasso di disoccupazione non ha rappresentato il vero indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro. Il dato, infatti, ha registrato un rialzo (da + 5,6 a +5,7%), ma in tal caso è stato influenzato da un evento positivo rappresentato dal fatto che, dopo diversi mesi in cui si registrava una fuoriscita dalla forza lavoro, vi è stato un forte ritorno di lavoratori ricompreso nel novero della forza lavoro al punto che nel mese di marzo la variazione è stata positiva per 14.000 unità.

Nel complesso il dato può essere considerato positivo e ben augurante per il trimestre che si è appena aperto. Occorre però fare alcune considerazioni al riguardo. Nel corso del secondo trimestre del 2004 le aspettative su crescita ed occupazione rimangono piuttosto positive e sono legate soprattutto al forte supporto dei rimborsi fiscali che raggiungeranno l’apice proprio in tale periodo.

Rileviamo però come l’improvvisa forte escursione al rialzo del numero di occupati possa di per sè essere un segnale che, proprio a causa del repentino sbalzo, alimenta il sospetto che la ripresa non sia strutturale. In effetti, il dato di oggi presenta alcune componenti che non contraddicono tale view di fondo.

Ci riferiamo ad esempio alla durata media della disoccupazione che sebbene in calo ( da 20,3 a 20,1 settimane) rimane ancora prossimo al livello massimo dall’84 ad oggi.
Inoltre il tasso di partecipazione (forza lavoro/forza attiva) è rimasto invariato al 65,9%, pari al livello minimo dall’88 ad oggi.

Di conseguenza, pur riconoscendo la portata positiva del dato odierno, in ottica secondo semestre, sottolineiamo che rimangono in essere i dubbi sulla sostenibilità della ripresa in atto, troppo legata all’effetto positivo dei rimborsi fiscali.

A tal proposito evidenziamo che, in base ai dati forniti dall’Internal Revenue Service USA, nel mese di marzo si è registrato un incremento del 4,9% del valore medio dei rimborsi (da 2027 a 2128$), a testimonianza di come l’incidenza di tale fattore sia già piuttosto forte ed è destinata ad amplificarsi nel corso del trimestre che si è appena aperto in base a quanto previsto dal piano Bush.

I numeri positivi, sia sulla crescita che sul mercato del lavoro, che dovrebbero caratterizzare il secondo trimestre, potrebbero pertanto portare a più elevati tassi di mercato in tale periodo. Sul tratto decennale le nostre stime al momento si attestano tra il 4,25 ed il 4,5%.

Ribadiamo però la nostra view dicotomica tra secondo trimestre e secondo semestre 2004: in quest’ultimo periodo, qualora si verifichi l’ipotesi di non strutturalità della ripresa, riteniamio infatti possibile un nuovo ridimensionamento dei tassi di mercato.

Nel breve termine la reazione dei mercati è stata netta: tassi al rialzo, rafforzamento del Dollaro verso Euro, appiattimento della curva, tassi Usa nuovamente più elevati rispetto a quelli Euro, ridimensionamento dell’oro.

* Antonio Cesarano e’ il Responsabile Desk Market Research di MPS Finance.