LAVORO USA: ALCUNI POSTI CANCELLATI PER SEMPRE

13 Gennaio 2010, di Redazione Wall Street Italia

Anche quando il mercato del lavoro si sara’ risollevato dalla crisi in cui e’ sprofondato, per molti dei disoccupati americani sara’ impossibile recuperare il proprio lavoro. Il motivo e’ semplice: scopriranno infatti che la posizione che un tempo occupavano non esiste piu’.

In soli due anni la maggiore economia al mondo ha bruciato 7.2 milioni di posti, un bilancio allarmante, che ha spinto il tasso di disoccupazione dal 5 al 10%. Alcuni impieghi verranno ristabiliti, ma altri non torneranno mai piu’ e finiranno nel dimenticatoio al pari del riparatore di macchine da scrivere o del giudice di net nel tennis.

Ma mentre questi ultimi sono stati soppiantati dalla tecnologia, quelli persi durante la crisi scatenatisi nel 2007, la peggiore dai tempi degli anni ’30, sono in realta’ gia’ stati cancellati dallo scoppio del boom del mercato immobiliare e del credito. Una perdita considerata da alcuni inevitabile e la cui scomparsa per certi versi puo’ considerarsi un evento naturale e “salutare”.

“Non vedo come possa ritornare il numero incredibile di attivita’ economiche legate all’immobiliare di prima”, ha dichiarato l’economista dell’Universita’ di Harvard University, Lawrence Katz. “Si e’ trattato di una parte veramente poco salutare dell’economia”.

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Nessuno sa come saranno i lavori del futuro in America e nelle sue previsioni il Dipartimento del Lavoro non ha fatto altro che estrapolare dagli ultimi trend. La crescita piu’ significativa e’ vista in aree come l’assistenza sanitaria, che e’ stata una delle poche note positive sinora. Tenendo conto dell’invecchiamento della popolazione, ha l’aria di essere tutt’altro che una scommessa avventata.

Non e’ da escludere che gli Stati Uniti si stiano lentamente mutando da una nazione di consumatori ad un Paese di produttori, una fase che porterebbe alla rinascita di settori come il manifatturiero hi-tech e il tecnologico in generale.

Ma Katz non e’ di questo avviso e avverte che la sua esperienza gli suggerisce piuttosto che una congiuttura del genere non portera’ da nessuna parte. “Se c’e’ una cosa che abbiamo imparato dal passato e’ che quandunque si provi a prevedere quali saranno i posti di lavoro nei prossimi 10-15 anni, non si riesce a indovinare nemmeno i settori giusti”.

Non si puo’ dire quali saranno le categorie che verranno premiate nel corso della ripresa economica, ma sicuramente si puo’ facilmente prevedere che il recupero del mercato del lavoro sara’ lento e ricco di insidie.

Prima degli anni ’90 non era affatto cosi’. Il mercato recupero’ terreno in fretta dopo la fine della recessione. Da luglio del 1981 a novembre 1982 l’economia ha perso tre milioni di occupati. Ma all’inizio del 1983 gli Stati Uniti avevano gia’ ripreso a creare nuovi posti di lavoro ed entro la fine di quell’anno, il numero complessivo di posti di lavoro aveva gia’ raggiunto un nuovo record.

Ma dai primi anni ’90 la musica e’ cambiata e il mercato ha fatto molta fatica a riprendersi da un periodo di recessione. Al termine del rallentamento economico del 2001, le aziende hanno continuato a imporre tagli al personale per quasi due anni. Si e’ dovuto aspettare il 2005 prima che il numero di posti di lavoro tornasse dove sui livelli pre-recessione. La situazione attuale non sembra poi tanto diversa.