Lavoro: prime ore del mattino le più produttive, ma italiani poco mattinieri

27 Febbraio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Le ore più produttive della giornata? Quelle del mattino presto. E’ quanto rileva una ricerca di Regus, principale fornitore di spazi di lavoro flessibili, condotta su un campione di 22.000 manager e professionisti in oltre 100 paesi. Dalla ricerca emerge che due quinti di manager, professionisti e impiegati (45% a livello globale) gestiscono una considerevole parte del lavoro al mattino presto, spesso lontano dall’ufficio tradizionale, prima dell’assalto di email e telefonate che interrompono il flusso del lavoro e la concentrazione.

Anche nel caso dell’Italia, la regola sembra essere confermata. Anche se a livello inferiore rispetto alla media globale. Sebbene in Italia il 35% dichiari di essere maggiormente produttivo nelle prime ore del mattino, la percentuale registrata nel nostro paese è sensibilmente inferiore alla media globale e anche rispetto ai principali paesi europei (Spagna 50%, Francia 44%, Germania 39%, Regno Unito 49%); mentre il 48% degli italiani è ancora legato al tradizionale orario d’ufficio 9-17.

Gli orari dove la maggioranza dei rispondenti si ritiene meno produttiva viene indicata in tarda serata (Italia 15%) e durante la notte (Italia 2%). Percentuali più o meno allineate alla media globale e a quelle dei principali paesi europei con l’eccezione della Germania dove viene registrata una percentuale del 22%, quindi circa un quarto dei manager tedeschi, affermano di essere maggiormente produttivi nelle ore serali.

Per quanto riguarda infine tempo durante il quale si riesce a mantenere la concentrazione, la media globale raggiunge circa il 70% entro le tre ore ed è abbastanza omogenea tra i vari paesi. Brevi pause sono necessarie durante la lunga giornata lavorativa per mantenere il benessere psico-fisico, recuperare le energie e la capacità di rimanere concentrati. La pausa caffè rappresenta in Italia, ma anche negli altri paesi, un must delle interruzioni di relax sul lavoro, (29% Italia; 28% media globale). (mt)