Lavoro: il grafico che fa sempre piu’ paura

3 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Proprio quando le cose sembravano indirizzate per il meglio ecco che e’ arrivato il report occupazionale del governo decisamente deludente. La tabella allegata mostra come il numero di disoccupati per almeno 27 settimane sia rimasto negli ultimi due anni su livelli allarmanti, tra i 6 e i 7 milioni. L’appiattimento della ripresa non fara’ dormire sogni tranquilli a Washington e Fed.

A preoccupare e’ l’andamento del tasso di occupazione rispetto alla popolazione, il tasso di partecipazione e il tasso ufficiale di disoccupazione. Quest’ultimo e’ cresciuto al 9.8% il tasso Occupazione/Popolazione e’ calato al 58.2% sempre in novembre, ai minimi registrati nel 2009, mentre il tasso di partecipazione alla forza lavoro e’ rimasto stabile al 64.5%, di molto sotto il 66%-67% visto negli ultimi 20 anni.

C’e’ poi un grafico che mostra invece la perdita di posti dall’inizio della recessione: anche questi numeri sono allarmanti. In termini percentuali e’ allineato al numero di licenziamenti piu’ alti. E presenta anche una linea in cui e’ calcolata la cifra depurata dalle assunzioni dell’Ufficio dei Censimenti. Le due sono arrivate a combaciare da quando il periodo di censimento decennale si e’ concluso.

Quest’ultima recessione e’ di gran lunga la piu’ grave dalla Seconda Guerra Mondiale in termine percentuali e la seconda peggiore in termini di tasso di disoccupazione (solo a inizio anni 80 la cifra e’ stata piu’ alta, 10.8%). Insomma, il report governativo di novembre appena pubblicato e’ decisamente negativo e spiazza un po’ tutti gli ottimisti che speravano che anche il mercato del lavoro fosse avviato verso una ripresa progressiva. Dopo i dati di oggi dovranno ricredersi.