Mercati

Lavoro autonomo: ecco le nuove regole

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

Con la circolare 28/E del 4 agosto scorso , l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti interpretativi circa i nuovi obblighi in materia di reddito di lavoro autonomo, introdotti dagli artt. 35 e 36 del Dl n. 223 del 2006 e finalizzati a contrastare possibili comportamenti evasivi ed elusivi posti in essere dai liberi professionisti. Quali sono, in breve, le novità introdotte dal legislatore? Anzitutto l’ obbligo di tenuta di uno o più conti correnti bancari o postali utilizzati per la gestione dell’attività professionale. Tali conti devono essere utilizzati per compiere prelevamenti per il pagamento delle spese sostenute e per far affluire obbligatoriamente i compensi riscossi nell’esercizio dell’attività professionale . Inoltre ai professionisti è fatto obbligo di incassare compensi solo mediante strumenti finanziari tracciabili e non in contanti (assegni non trasferibili, bonifici, le diverse altre modalità di pagamento bancario o postale, i sistemi di pagamento elettrronici), fatta eccezione per somme unitarie inferiori a 100 euro, limite applicabile solo a partire dal 1° luglio 2008. A seguito delle modifiche apportate in corso di conversione del Dl, dall’entrata in vigore della legge di conversione e sino al 30 giugno 2007 il limite al di sotto del quale i compensi possono essere incassati in contanti è fissato in mille euro; per il periodo compreso tra il 1° luglio 2007 e il 30 giugno 2008, il limite è stabilito in 500 euro. Tuttavia , nella circolare in questione, è chiarito un principio davvero fondamentale quando si precisa che “…\”i conti correnti bancari o postali, da tenere obbligatoriamente sia per il prelievo di somme finalizzate al pagamento delle spese sostenute sia per il versamento dei compensi riscossi, non necessariamente devono essere “dedicati” esclusivamente all’attività professionale, ma possono eventualmente essere utilizzati anche per operazioni non afferenti l’esercizio dell’arte o della professione\” : un chiarimento importante che non obbliga il libero professionista a a istituire appositi conti correnti esclusivamente destinati all’attività professionale, evitandogli così le relative spese di gestione. Ed in merito a prelevamenti riconducibili alla sfera extra — professionale, la circolare chiarisce che “…i contribuenti interessati possono ritenersi sollevati dall’onere della prova previsto dall’articolo 32, primo comma, n.2) del Dpr 600/1972 in relazione a prelievi che, avuto riguardo all’entità del relativo importo ed alle normali esigenze personali o familiari, possono essere ragionevolmente ricondotte nella gestione extra — professionale…\”. Un chiarimento importante in quanto impone agli uffici impositori di non tenere conto dei prelevamenti \”ragionevolmente\” riconducibili alla sfera extra-professionale, in relazione all’importo e alle normali esigenze personali o familiari. Per quanto riguarda poi gli altri obblighi , sono cambiate radicalmente le regole di determinazione del reddito di lavoro autonomo, la cui imputazione temporale avviene adesso secondo il principio di cassa. Sono diventate, ad esempio, rilevanti dal punto di vista reddituale le plusvalenze e delle minusvalenze realizzate attraverso la cassione a titolo oneroso dei beni strumentali relativi all’ambito dell’attività di lavoro autonomo, con esclusione delle cessioni di beni il cui costo di acquisto non è ammortizzabile, come, ad esempio, gli immobili e gli oggetti d’arte, d’antiquariato o da collezione. A titolo esemplificativo, con le nuove norme anche i corrispettivi percepiti a seguito di cessione della clientela o di elementi immateriali comunque riferibili all’attività artistica o professionale concorrono a formare il reddito del professionista. Infine, il Dl. n. 223 ha regolato anche espressamente la fattispecie relativa alla deducibilità delle spese per prestazioni alberghiere e somministrazioni di alimenti e bevande in pubblici esercizi, sostenute dal committente per conto del professionista e da questi addebitate nella fattura. Fermo restando la natura di compenso dei rimborsi spese, le predette spese sono integralmente deducibili dal reddito di lavoro autonomo e, quindi, non soggiacciono al limite del 2 per cento prima previsto.
di Alberto Savarese