LaSalle va a Bank of America, spiazzata Rbs

24 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

Contestualmente all’operazione con Barclays, Abn Amro ha raggiunto un accordo con Bank of America per la cessione degli asset statunitensi, LaSalle Bank Corporation, per 21 miliardi di dollari. Comunque, il gruppo che nascerà dalla fusione tra Abn Amro e Barclays continuerà a esplorare possibilità di sviluppo negli Usa. Subito dopo Bank of America conferma l’acquisizione della divisione Usa di Abn Amro. Secondo l’istituto di credito statunitense, l’accordo, che avrà immediati effetti sugli utili per azione, produrrà sinergie di costi per 800 milioni di dollari. La metà dei risparmi dei costi si verificherà nel 2008 mentre il resto nel 2009. L’accordo sarà chiuso alla fine del 2007 o nei primi mesi del 2008. Con LaSalle Bank of America ottiene una posizione di leadership nell’area di Chicago, secondo il Wall Street Journal. Il presidente e amministratore delegato dell’istituto di credito Usa, Kenneth D. Lewis, si legge sul giornale Usa, ha lavorato per anni al fine di cambiare la reputazione della sua compagnia che per anni ha portato avanti acquisizioni che non sono state all’altezza delle aspettative.
Intanto Royal Bank of Scotland (Rbs) è di fronte a un bivio: rilanciare su Abn, assieme a Fortis e Santander, o mollare la preda. Con la vendita di LaSalle, però, i margini di manovra sembrano più stretti. Un passo che, almeno nelle intenzioni di Londra e Amsterdam, può rappresentare la carta decisiva per indurre Rbs ad abbandonare il tavolo. La banca scozzese è infatti interessata, nella prospettiva di uno spezzatino della banca di Amsterdam proprio agli asset americani. A questo punto, Rbs, per fermarne la vendita, deve necessariamente presentare un’offerta concorrente più alta direttamente su LaSalle.
Secondo Rabo Securities, il consorzio composto da Rbs, Fortis e Santander possono ancora presentare un’offerta maggiore rispetto a quella di Barclays. Per la casa di brokeraggio Nbc Stockbrokers “siamo all’inizio di una guerra”. Gli analisti di Kempen Capital Management sostengono che “sarebbe un’enorme sorpresa se il consorzio non presentasse una controfferta, tenuto conto che la loro proposta potrebbe generare maggiori risparmi dei costi dall’acquisto di Abn Amro”.
d. r.