Las Vegas: la festa e’ finita. Per sempre, per davvero

30 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Las Vegas sta vivendo una delle peggiori crisi economiche delle sua storia, con il tasso di disoccupazione che ha raggiunto il 15,5%, con oltre il 70 percento dei suoi abitanti che deve pagare alle banche mutui il cui valore e’ ormai nettamente superiore a quello delle case per cui li avevano contratti e con i casino’ che sono stati messi in ginocchio dalla recessione. In una citta’ che si basa esclusivamente sul turismo e il business del gioco d’azzardo, si mette male. Non c’e’ il minimo segnale di miglioramento dalla crisi, al contrario del resto del paese.

Secondo l’Economist non c’e’ speranza di ripresa, perche’ ad essere state intaccate e compromesse per sempre sono state le fondamenta economiche della meta prediletta al mondo per i casino’. Ma il sindaco Goodman fa finta di niente: si fa vedere in giro con ragazze giovanissime in abiti succinti e sorride alle telecamere, per vendere ancora qull’idea-mito del piacere e del lusso che ha reso Las Vegas cosi’ popolare.

Cosa ha fatto prosperare Las Vegas sinora? Le risorse in eccesso dei suoi visitatori, ma ora che l’epoca degli eccessi e’ volta al termine, l’intero modello economico viene messo in discussione. Tutto – racconta il settimanale finanziario, inizio’ con l’introduzione della legge sul divorzio piu’ permissiva di tutti gli Stati Uniti e la legalizzazione del gioco d’azzardo. Da quel momento sono iniziate ad arrivare milioni di persone l’anno e i casino’ sono diventati la base dell’economia con tutte le altre principali attivita’ industriali sorte in maniera complementare intorno a quelli: dalla prostituzione (legale nelle province del Nevada e largamente disponibile a Las Vegas) all’alta cucina. Ma ora la festa e’ finita. Per sempre.