La vita aliena si è formata subito dopo il Big Bang?

5 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Una nuova teoria suggerisce che la vita aliena potrebbe essersi evoluta subito dopo il Big Bang.

Fino ad oggi molti scienziati hanno sempre pensato, come riporta Space, che un pre-requisito essenziale per la vita fosse quello di vivere nelle zone chiamate Goldilocks. Per i meno esperti, queste zone sono quelle abitabili attorno alla stella, ovvero le regioni considerate avere la giusta distanza dalle stelle, ed in grado quindi di possedere acqua liquida.

La nuova teoria prende ora in considerazione anche i pianeti extrasolari, quelli che orbitano al di là della zona abitabile. Il motivo risiederebbe nel fatto che la radiazione tilasciata dal Big Bang, che creò l’universo 13,8 miliardi di anni fa, avrebbe potuto riscaldarli per un certo periodo.

Subito dopo il Big Bang, infatti, il cosmo era un luogo molto più caldo. Era pieno di plasma frizzante – gas surriscaldato – che via via si è andato a raffreddare. La prima luce prodotta da questo plasma è stata la radiazione cosmica di fondo (CMB) che osserviamo anche oggi e che risale a circa 389 mila anni dopo il Big Bang.

Ora la CMB è gelata, circa -454 gradi Fahrenheit (-270 gradi Celsius; 3 gradi Kelvin). Con l’espansione dell’universo si è raffreddata e ad un certo punto, durante il processo di raffreddamento, per un breve periodo di 7000 mila anni o giù di lì, la temperatura era perfetta per la formazione della vita – ovvero tra i 31 e i 211 gradi Fahrenheit (0 e 100 gradi Celsius, 273 e 373 gradi Kelvin).

Quindi sarebbe stato il calore del CMB che avrebbe permesso all’acqua di rimanere liquida sui pianeti extrasolari più antichi.