La verità su come le banche stanno utilizzando i fondi della Bce

5 Marzo 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Altro che fondi da destinare all’economia reale. Non è trascorsa neanche una settimana dalla maxi iniezione di liquidità operata dalla Bce, e già si inizia a capire come le principali banche europee utilizzeranno i prestiti ricevuti.

Le prime indiscrezioni, riportate dal Wall Street Journal, non promettono nulla di buono e confermano solo che gli istituti continuano a essere attanagliati dalla paura. Tanto da dirottare i prestiti ricevuti soprattutto per risolvere i propri problemi, lungi dall’essere risolti. (leggi:Banche Ue fameliche, a Bce chiesto un trilione di euro in 2 mesi).

Il quotidiano finanziario americano fa notare che banche come Barclays, Looys Banking Group, Crédit Agricole e KBC Group hanno chiesto in prestito miliardi di euro dalla Bce, nell’ambito della recente operazione LTRO – finanziamenti a tre anni – attraverso le loro unità presenti in Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda. Obiettivo: ridurre la loro esposizione verso queste stesse sussidarie, soprattutto in vista di un peggioramento delle economie locali in cui operano e, dunque, rendere tali divisioni auto-sufficienti.

Non è certo un “segnale di fiducia”, commenta Philippe Bodereau, managing director presso Pimco. Ma “aiuta le banche a liberarsi” dalle loro sussidiarie. Colossi del calibro di Credit Agricole hanno già erogato prestiti alle loro unità per un valore superiore ai 10 miliardi di euro. Insomma, gli istituti utilizzano i fondi per fare di nuovo quanto vogliono (visto che non esiste alcun vincolo che effettivamente li obbliga a convogliare i finanziamenti a favore dell’economia reale). Di conseguenza il Wsj afferma che, in questa situazione, sarà difficile raggiungere l’obiettivo primario previsto con la creazione delle operazioni LTRO: quello di sostenere i governi in difficoltà, le aziende e i singoli individui.