LA “TRAGEDIA” GRECA IRRITA I TEDESCHI: IL 68% E’ CONTRARIO AGLI AIUTI

14 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: la sessione di ieri in area Euro si è conclusa con un calo dei tassi di mercato e dei listini azionari. Gli spread sui titoli periferici hanno registrato un allargamento con quello Grecia-Germania che si è portato questa mattina sopra i 380pb.

L’asta sui Bot greci di ieri per circa 1,6Mld€ ha superato ampiamente le aspettative di mercato, registrando per i titoli a 26 settimane un bid-to-cover del 7,7 e per quelli a 52 settimane una domanda 6,5 volte superiore all’offerta. Tuttavia i rendimenti sono risultati ancora piuttosto alti (4,55% e 4,85% rispettivamente).

La buona riuscita dell’asta ha portato la Merkel a ribadire che al momento la Grecia non ha bisogno di fondi, cercando così di stemperare l’opposizione interna al piano di salvataggio. Molto probabilmente l’obiettivo della Germania è riuscire a rimandare il sostegno economico alla Grecia a dopo le elezioni nella zona nord del Reno del 9 maggio.

Al momento secondo l’ultimo sondaggio, la coalizione della Merkel ha ottenuto il 45% dei consensi, mentre, secondo un sondaggio riportato da Wsj, il 68% dei tedeschi risulta contrario ad un intervento a favore della Grecia.

Nel frattempo emerge come diversi paesi dell’area avrebbero bisogno di una preventiva approvazione del parlamento prima di poter procedere all’erogazione dei fondi alla Grecia. Oggi la Germania offrirà il nuovo cinque anni fino a 7 Mld€, mentre il Portogallo emetterà titoli a due e dieci anni per 2 Ml€ circa. L’Italia offrirà Btp a cinque e quindici anni per 4-6 Mld€.

Negli Usa tassi di mercato in calo sulla parte a lungo termine in una giornata di sostanziale invarianza dei listini azionari in attesa della trimestrale di Intel che poi è risultata essere migliore delle attese con un recupero nell’after hour di circa il 3%.

L’attenzione degli operatori si sposta ora soprattutto sulle trimestrali del comparto bancario, a partire da quella di JPMorgan di oggi. Sul fronte obbligazionario si segnala il cambio di composizione di portafoglio di Pimco, principale gestore del comparto al mondo: è stata ridotta la quota di titoli governativi (da 35% a 33%). All’interno di tale categoria è stato incrementato il peso del comparto emergente (da 5% a 6%).

Sul fronte Fed, Lacker, presidente della Fed i Richmond e membro non votante quest’anno, ha dichiarato che la rimozione dell’impegno a mantenere i tassi fermi per un periodo esteso di tempo potrebbe avvenire fra non molto tempo (sooner than later).

Oggi l’attenzione sarà sui dati macro di marzo su inflazione e vendite al dettaglio, oltre al discorso di Bernanke.

Valute: l’euro continua a stazionare introno a 1,36 vs. dollaro. L’incontro tra Obama ed il presidente cinese si è concluso con l’ennesimo invito dell’amministrazione Usa affinché la Cina proceda a rivalutare lo yuan. Nel frattempo esponenti autorevoli governativi cinesi hanno dichiarato che la Cina procederà ad un rialzo dei tassi non prima della seconda parte dell’anno, grazie principalmente ai recenti dati che hanno segnalato una moderazione dei prestiti erogati dalle banche.

Nel breve la principale resistenza continua a stazionare in prossimità di 1,37. Yen in deprezzamento durante la notte favorito dalla chiusura sui nuovi massimi di Wall Street. In mattinata il cross verso euro si è riposizionato sopra quota 127 e potrebbe tentare nel corso del pomeriggio un attacco alle resistenze poste in area 127,8-128; un’eventuale rottura di tale livello aprirebbe la strada ad un allungo verso area 129-130.

Sul fronte asiatico segnaliamo che la Monetary Authority di Singapore ha dichiarato l’intenzione di procedere ad un modesto e graduale apprezzamento della valuta. Allo stesso tempo il governo del paese ha portato le stime di crescita 2010 al 9% dal precedente 6,5%. Emerge pertanto un atteggiamento diffuso soprattutto tra i paesi asiatici a consentire una maggiore rivalutazione delle rispettive divise in chiave di difesa dall’inflazione.

Materie Prime: tra gli energetici in calo il greggio Wti (-0,3%) in seguito alla revisione a rialzo delle previsioni per l’offerta non-Opec da parte dell’International Energy Agency accompagnato da un eventuale aumento degli investitori Usa.

In controtendenza il gas naturale (+3,8%) sulla speculazione di un eventuale riduzione della produzione e delle esportazioni. Misti i metalli industriali, tra i peggiori zinco (-1,5%) e nickel (-1,1%). Negativi i preziosi. Misti anche gli agricoli, in rialzo lo zucchero (2,6%) sulla scia di un miglioramento della domanda delle importazioni.

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