La Svizzera fornira’ dati sugli evasori

15 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Il governo svizzero ha intenzione di limitare ulteriormente il proprio segreto bancario per evitare di ritrovarsi su di una nuova “lista nera” dell’Ocse dei paradisi fiscali. Il punto fondamentale del nuovo complesso di norme e’ che verranno fornite le informazioni sull’identita’ degli intestatari dei conti.

Lo ha annunciato il ministro delle Finanze, sottolineando che il paese offrira’ informazioni (anche il recapito) su coloro in possesso di un conto bancario qualora le autorita’ fiscali straniere lo chiederanno: bastera’ che queste forniscano un numero di conto corrente o di identita’ come codice fiscale o dettagli della carta di credito.

Le disposizioni sull’ssistenza amministrativa nelle convenzioni per evitare le doppie imposizioni (Cdi) negoziate dalla Svizzera con altri Paesi prevedono, infatti, in caso di “presunti evasori” il Paese fornisca il nome e l’indirizzo del contribuente e del detentore delle informazioni.

Restano invece proibite le cosiddette “fishing expedition”. Il Parlamento svizzero dovra’ comunque dibattere di questa interpretazione estensiva degli accordi di doppia imposizione negoziati da Berna. Si tratta di un secondo allentamento dopo che nel 2009 la Svizzera aveva agito in questa direzione, cercando di ammorbidire la propria politica di assistenza amministrativa di natura fiscale. I partiti di destra hanno alzato la voce contro l’esecutivo per la decisione presa. L’influente partito Udc/Svp ha annunciato che continuera’ a battersi per garantire la sfera privata dei clienti delle banche.

Jeffrey Owens, direttore del Centro per l’Amministrazione delle Politiche Fiscali dell’Ocse, ha detto in un’intervista al Wall Street Journal che il cambiamento avra’ con ogni probabilita’ un impatto su un ristretto numero di casi, ma che agira’ da deterrente agli evasori di tasse che cercheranno di aprire un conto bancario in Svizzera. “La decisione manda un segnale molto forte della volonta’ dell Svizzera di facilitare l’evasione fiscale offshore”.