Società

«LA STRETTA
DEI TASSI USA
FINIRA’ AL 5,5%»

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Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) –
Lawrence Meyer è vice-presidente della Macroeconomic Advisers e senior advisor del G7. Dal 1996 al 2002 ha lavorato al fianco di Alan Greenspan nel board della Federal Reserve. Il suo è un punto d’osservazione privilegiato per prevedere le mosse della banca centrale americana, oggi alle prese col dilemma di un’inflazione sui massimi e una crescita in rallentamento nel secondo trimestre.

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Mr Meyer, c’è chi parla di una stretta monetaria che proseguirà fino al 6% per fine anno.

Sono esagerazioni. Perché le aspettative sull’inflazione, cioè quello che interessa veramente alla Fed, sono basse, e il mercato del lavoro mostra segnali di rallentamento. Vedrà, Ben Bernanke alzerà i tassi al 5,5% nella riunione di martedì 8 agosto e poi si fermerà.

Eppure la Fed appare molto indecisa sul da farsi.

Non c’è dubbio, è una bella sfida per i nostri banchieri centrali. Ma sono convinto che non si faranno spaventare dalla fiammata dei prezzi, che mi sembra passeggera e comunque legata, direttamente e indirettamente, alla congiuntura del caro-petrolio.

C’è chi dice che sia colpa della politica monetaria eccessivamente espansiva di Greenspan.

La congiuntura americana è in questa situazione perché i tassi sono stati alzati dall’1% al 5,25% senza pause. Ma prima c’era il rischio deflazione, che forse è stato leggermente sopravvalutato.

Adesso c’è il rischio di una stagflazione?
L’inflazione cresce, ma l’economia continua a viaggiare bene. Certo, nel secondo trimestre è rallentata al 2,5% ma sono convinto che il ritmo di crescita salirà al 2,75% nel secondo semestre. Sempre che anche i nostri politici facciano un buon lavoro.

E le Borse come reagiranno alle prossime mosse della Federal Reserve?
Gli operatori sono nervosi. Un conto è alzare i tassi quando la crescita è forte, è diverso quando sta cominciando a frenare come negli ultimi mesi. Bernanke lo sa benissimo, ma penso che non si curerà molto dei mercati azionari. Che comunque, quando la Fed fermerà la stretta, torneranno a marciare in Europa e negli Stati Uniti.

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