LA STAMPA: UN DOSSIER PER INCASTRARE D’ ALEMA

6 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 6 giu – Mentre Repubblica e Corriere della Sera puntano l’attenzione sull’ archivio segreto di Pio Pompa, il braccio destro di Niccolò Pollari al Sismi, nei quali si ritrovano i nomi di Prodi, Visco, di giornalisti e dei magistrati del pool di Mani Pulite in quello che i magistrati del processo Abu Omar definiscono un piano per “neutralizzare iniziative politico-giudiziarie” contro il governo Berlusconi e parlamentari del Polo, La Stampa apre un inedito retroscena. Spunta infatti, secondo il quotidiano torinese, un dossier per incastrare il ministro degli Esteri con presunti fondi a lui movimentati. Sotto il titolo “D’Alema, i veleni delle spie Telecom e i conti segreti in Sud America” rivela che in un voluminoso rapporto “privilegiato e strettamente confidenziale” intitolato “Project Tokyo” e redatto dagli uomini della Kroll, l’ agenzia di investigazioni private americana più importante del mondo, si parla del “cuore avvelenato delle polemiche di questi giorni che, dietro il caso Visco-Speciale, il caso Antonveneta-Unipol, e il caso Telecom, puntano in un’ unica direzione, rivelare ciò che nei chiacchiericci romani si mormora da tempo e che lega in fondo tutte queste storie: l’ esistenza di conti segreti di alcuni esponenti della maggioranza, in particolare del ministro degli Esteri Massimo D’ Alema. Esistono questi conti? Negli atti in mano alla Procura milanese delle varie inchieste condotte negli ultimi due anni, c’ è un solo riferimento a questa circostanza ed è contenuto in quel file dell’ indagine Telecom”. Due righe le righe “incriminate” del rapporto Kroll: “Fonti d’ intelligence in Italia indicano che Inepar era la società che ha movimentato i fondi per l’ allora primo ministro D’Alema, che ha coinvolto le attività di Telecom”. “Due righe – aggiunge il quotidiano – che si ritrovano anche in alcune e-mail intercettate dagli uomini della Security Telecom di Giuliano Tavaroli sul computer di un agente della Kroll, tale Erginsoy, e che finiscono in un gigantesco file che racconta la guerra tra Marco Tronchetti Provera e Daniel Dantas (titolare del fondo brasiliano CvC-Opportunity) per il controllo di Brasil Telecom: il rapporto K”. Nello stesso rapporto della Kroll stilato nel 2004, ai tempi dello scontro su Brasil Telecom, si ricostruiscono anche le varie scalate Telecom, attribuendo quella “dell’era Colaninno”, “ma è cosa nota – si aggiunge -, sempre alla benevolenza di D’Alema. Sono accuse gravi che però si fermano qui, non trovano cioè altri riscontri, pezze d’appoggio, documenti per dimostrare un’affermazione tanto pesante quanto palesemente, almeno in quei rapporti ‘confidenziali’, non dimostrata. Eppure questa storia di un presunto conto in Brasile dell’attuale ministro degli Esteri viene scritta nero su bianco e viene da una parte consegnata dalla Kroll ai suoi committenti brasiliani, dall’altra intercettata dagli uomini del ‘Tiger Team’ di Fabio Ghioni che la ritrasmette a Tavaroli insieme al dossier completo delle attività Kroll in Brasile, spionaggio su Tronchetti e famigliari compreso. Diventa cioè uno dei tasselli del gigantesco puzzle di misteri e dossier che da mesi sta avvelenando la vita politica italiana”.