LA STAMPA: RESA DEI CONTI TRA ARPE E GERONZI

12 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 12 apr – Matteo Arpe e Cesare Geronzi di nuovo a guantoni incrociati sul ring di Capitalia. Il consiglio della banca che si riunisce oggi alle 16,30 per ascoltare i tre “saggi” Paolo Savona, Alberto Rossetti e Salvatore Mancuso incaricati di studiare modifiche alla governance e per adottare eventuali relative deliberazioni “segna – scrive La Stampa – la fine della fragile tregua tra l’ad e il presidente e l’inizio di un nuovo scontro”. Il cda con ogni probabilità si vedrà presentare una dettagliata “contromemoria” dallo stesso Arpe. Il quotidiano torinese riassume così la situazione: “I tre saggi propongono sostanzialmente di attribuire maggiori poteri al presidente: in primis quello di individuare e sottoporre al cda le strategie della banca e del gruppo, nonché la partecipazione ad aggregazioni e ad accordi strategici, riducendo al contempo le attribuzioni dell’amministratore delegato per attribuirle o al consiglio d’amministrazione nel suo insieme o a specifici comitati. Maggiori poteri verrebbero dati al comitato di controllo interno e al comitato per la remunerazione e per il credito, dal quale verrebbero esclusi i componenti dei consigli di amministrazione delle controllate. Sulla questione dei poteri del presidente l’interpretazione di alcuni consiglieri più vicini ad Arpe è che la proposta dia in sostanza a Geronzi la capacità di mettere a punto il piano industriale, trasformandolo in un presidente esecutivo, e contrasti con quanto detto dallo stesso cda l’11 dicembre scorso, quando si attribuiva esplicitamente all’ad il potere di sottoporre all’organo amministrativo gli indirizzi generali di gestione, il budget e il piano strategico della banca e del gruppo. È evidente che le proposte dei tre saggi sono considerate dallo stesso Arpe inaccettabili per le limitazioni che pongono al suo ruolo e comunque del tutto fuori linea rispetto alle best practices del settore creditizio. Ed altrettanto evidente è che per Geronzi l’appuntamento di oggi è quello – assai atteso – in cui rimettere al suo posto l’amministratore delegato dopo il furibondo scontro di metà febbraio, la richiesta di dimissioni dell’ad portata al patto dallo stesso presidente e rientrata solo dopo una lettera riparatrice di Arpe”. Tra i punti che l’ad si prepara a contestare oggi con più forza – rivela La Stampa – c’è anche la proposta che il “preposto alla predisposizione dei documenti contabili”, ossia il responsabile del bilancio come identificato dalla nuova legge sul risparmio, non riporti più alla figura dello stesso amministratore delegato ma al comitato di controllo interno. “Proprio questo comitato, che secondo l’articolo 8 del Codice di autodisciplina delle società quotate deve essere composto interamente da amministratori non esecutivi si trasformerebbe invece – è la tesi che verrà portata in consiglio – in una sorta di comitato esecutivo creando così una situazione inconciliabile con lo stesso Codice”.