LA SCUOLA E’ STATALE MA LA FINANZIANO LE FAMIGLIE

2 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 2 mag – La situazione in cui versano molte scuole statali italiane è ben rappresentata da una lettera-appello che i docenti del Liceo Newton di Roma hanno inviato al capo dello Stato. “Nel triennio 2004 -2006 il nostro liceo – si legge – ha anticipato circa 200.000 euro (utilizzando i contributi volontari dei genitori, circa 70.000 euro l’anno dati al Newton dalle famiglie con l’impegno da parte nostra di migliorare i laboratori scientifici, la biblioteca di istituto, le attrezzature in genere della scuola, la sicurezza dell’ambiente etc.) per pagare le supplenze temporanee (per lo più per sostituire docenti in maternità o affetti da gravi patologie), gli emolumenti. delle commissioni di esame di maturità, l’importo comunale Tarsu. Le nostre autorità istituzionali hanno sempre garantito che queste somme anticipata dalla scuola sarebbero-state reintegrate con i fondi della Stato. Ciò non è avvenuto né nel 2004, né nel 2005, né nel 2006. Nella recente finanziaria non è stato stanziato neppure un euro per ripianare questi debiti dello Stato con le scuole. Ma vi è un’aggravante. E’ stato inserito il divieto di superare un tetto annuo prestabilito per le somme che servano a coprire il pagamento delle supplenze temporanee. Il tetto annuale massimo, desunto dalla legge finanziaria, per il nostro liceo è di circa 26 mila euro. Ebbene, già a fine marzo la spesa sostenuta per le supplenze in atto
(anche in questo caso maternità e gravi patologie) è stata di 35 mila euro”. Questa, aggiungono i docenti, è la fotografia della maggior parte delle scuole pubbliche italiane. “Si tratta – conclude la lettera – di un episodio, intriso di teoria, come direbbe Popper”.