La scossa Hatoyama c’è stata: ma alla fine si guarda soprattutto ai debiti Ue

2 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – L’Asia è il centro del nostro focus stamani: parlavamo della volontà dei giapponesi di vedere le dimissioni del Primo Ministro Hatoyama, e stanotte sono arrivate.

Il Nikkei comunque non ha reagito benissimo alle dimissioni anche se la reazione istintiva è stato un debole sussulto dello 0,4%. La politica, in Giappone, non ha un impatto significativo sull’economia e quindi il mercato “guarda e passa” per usare un termine di dantesca memoria.

Lo Yen, comunque, ha ceduto un po’ di terreno dopo l’annuncio e questo, per quanto ci riguarda, è la cosa importante: deboli riprese contro Usd e Cad si sono viste ma c’è tanta strada da fare.

Se il mercato intero fosse contrario alla politica di Hatoyama avremmo visto reazioni molto più forti; invece il movimento, specialmente sul UsdJpy è stato interessante ma cauto.

Del resto, il mercato è molto più interessato alle vicende made-in-Europe: il timore di uno spargimento della crisi del debito fino in Oriente domina il trading sui mercati asiatici.

Passando ai dati macroeconomici, ieri l’ISM è sceso a 59,7% che comunque è stato un dato migliore delle attese degli analisti. Il settore manifatturiero rappresenta una componente forte dell’economia USA in questo momento: un dato sopra il 50 significa infatti che ci sono più aziende in espansione rispetto a quelle in contrazione.

Il Dow infatti ha risposto bene nell’immediato, per poi riportarsi in discesa verso la fine della giornata di trading. Parliamo quindi del dato più eclatante di ieri: la Bank of Canada ha rialzato i tassi di interesse dello 0,25% (siamo ora allo 0,50%).

Il Canada è il primo paese del G7 di alzare i tassi. Comunque, la banca ha annunciato che terrà d’occhio la situazione europea per il possibile contagio ai danni delle commodities di cui il Canada necessita per mantenersi forte.

Il commento è stato cauto ma certe parole lasciano spazio all’immaginazione “la decisione lascia ancora spazio significativo agli stimoli monetari, e siamo in rotta con il target per l’inflazione al 2%”. Oggi anche se qui in Italia è festa nazionale, il mercato non si ferma e allora vediamo i market mover della giornata: prezzi alla produzione EU alle 11 AM, PMI UK alle 10.30 AM, Pending Home Sales USA alle 16.00.

Passiamo quindi all’analisi tecnica e vediamo cosa possiamo aspettarci come prime battute di trading per oggi.

I cambi contro Euro, in generale, sono puntati nella stessa direzione perché rispondono alle preoccupazioni su cui sono stati già stesi fiumi di inchiostro. Allo stesso modo, UsdJpy e GbpJpy hanno reagito in ugual modo alle dimissioni di Hatoyama.

L’Euro mostra una certa titubanza. Siamo sempre in discesa per quanto concerne il trend sul grafico giornaliero, ma guardando alla situazione intraday possiamo capirne di più: siamo attualmente attorno al pivot centrale di giornata, a 1,2225 e se infranto, potremmo vedere rialzi fino al 1,2260 (massimo della notte).

Guardiamo anche ai minimi della notte, attorno a 1,2180 perché infrazioni del supporto potrebbero lasciare spazio fino ai minimi di ieri a 1,2100 circa.

UsdJpy ha beneficiato delle dimissioni del primo ministro Hatoyama ed in effetti sul grafico daily sembra voler rialzare la testa fino a 92,40.

Guardando alla situazione intraday, siamo sopra il pivot di giornata a 91,25 e quindi i rialzi potrebbero proseguire fino ai massimi della notte a 91,80. Se però scendessimo sotto 91,25 si apre la strada fino a 91,00 e sotto a 90,80.

Il Canada invece ha assorbito il dato di ieri sui tassi di interesse e poi ha continuato a barcollare tra 1,0420 e 1,0580. Stamani non sembra esserci ancora la forza per infrangere i massimi della notte a 1,0580 quindi potremmo vedere discese fino al pivot di giornata a 1,0510 e, forse, più sotto a 1,0480.

Guardiamo anche al Cable: forse sta dando il segnale più decisivo di tutti, cercando di raggiungere la resistenza a 1,4785. La ripresa sul grafico daily è evidente e quindi sopra 1,4800 c’è spazio fino a 1,5050 ma a livello intraday la sterlina è pronta per un ritracciamento.

Meglio sfruttare il buon vecchio Fibonacci per capire fino a dove può scendere e poi rimettersi in direzione del trend.

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