LA SCALA REALE DI DORFMAN

22 Settembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

*Gaetano Evangelista è amministratore di AGE Italia, una società specializzata in analisi e previsioni di borsa, nonché responsabile del sito di analisi tecnica www.ageitalia.net e di due newsletter sul mercato azionario italiano e sul Fib30.

(WSI) – Ogni settembre John Dorfman, editorialista di Bloomberg News, realizza uno screening alla ricerca di azioni del NYSE che vantino i seguenti requisiti:

– un tasso di crescita degli utili non inferiore al 15% negli ultimi cinque anni;

– un Price/Earnings non superiore a 15.

Non a caso Dorfman lo chiama il “test del 15 e 15”. Tutti i dettagli come si diceva all’inizio sono rinvenibile sull’ultimo numero del settimanale Bloomberg Investimenti. In particolare, la ricerca si è fatta ancor più stringente quest’anno, includendo altri due filtri, ed è pervenuta a quattro nomi. Fra i quali, spiccano quelli di Reebok International (Nyse: RBK) e Chevron-Texaco (Nyse: CVX).
Sono due società piuttosto differenti nella struttura tecnica dell’azione, oltre che naturalmente nel business di appartenenza.

Reebok International (RBK)

Se dobbiamo essere sinceri, RBK non ci susciti particolari simpatie. Anzi, sembra che il minimo sia appena stato formato. Ora, d’accordo che si può essere ottimisti sulle sorti del mercato azionario americano per i prossimi mesi; ma qui si ha la sensazione di arrivare troppo tardi.

RBK ha raggiunto questa primavera una soglia di fondamentale importanza: a 43 dollari i corsi ritracciavano il 78.6% (0.786 è la radice quadrata di 0.618, il famoso Golden ratio di Fibonacci; si tratta di un rapporto molto impiegato nell’analisi tecnica) della discesa dal massimo del 1997; poco più in basso, a 41 dollari, la più recente gamba di rialzo, quella iniziata ad ottobre 2001, era pari al 78.6% della prima gamba di rialzo, quella partita dal minimo di inizio 2000.

Si è così formata una resistenza a 41-43 dollari, che sino ad ora ha respinto i corsi. Nelle ultime settimane le quotazioni si sono risollevate, ma non siamo sicuri della genuinità del rally. In altre parole, non scommetteremmo sul fatto che i massimi primaverili saranno presto nuovamente interessati. Per cui lasceremmo perdere Reebok, almeno fino ad un breakout conclamato.

ChevronTexaco (CVX)

Diverso è il caso del colosso energetico nato dalla fusione di Chevron e Texaco. Proprio ieri (sic!) i corsi di CVX sono saliti oltre il massimo del 1999. Un breakout storico per un’azione che appare oltretutto tutt’altro che sopravvalutata (il Price/Earning si colloca a 11, e il dividendo corrisposto offre un rendimento del 6% rispetto al prezzo di chiusura di ieri).

E’ difficile fare stime affidabili in questi casi, con un’azione su nuovi massimi storici e in “territori inesplorati”, ma appare certo che i margini di crescita ci sono tutti e sono consistenti. Oltretutto CVX appartiene ad un settore che gode dei nostri favori, come già rimarcato diverse volte sul Rapporto Giornaliero.
Probabilmente il primo target credibile è situato a 58 dollari, ma non ci meraviglieremmo affatto di assistere ad un rally fino a 65 dollari, ad un 20% abbondante dalla chiusura di ieri.

Fra un anno, Dorfman avrà gioco facile nel celebrare la bontà della performance di questa azione e della sua “scala reale”.

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