La risposta di Grillo a Gabanelli

21 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Dopo la richiesta di maggiore trasparenza avanzata da Milena Gabanelli al Movimento 5 Stelle, in un post sul blog di Beppe Grillo si invita la giornalista a “rivolgersi direttamente a chi può fornire tutta la documentazione legale, anziché fidarsi di voci di corridoio”.

Ma intanto la base del M5S si spacca. Sul blog sono molti i militanti divisi tra chi chiede chiare risposte dai due fondatori Grillo e Casaleggio e da chi invece accusa la giornalista di ingratitudine. “Giornalista filo-piddina”, “di parte”, che oramai “conosciamo i suoi obiettivi”, sono alcuni dei commenti che si leggono sul blog.

La conduttrice di Report ha precisato che non le sono arrivate minacce e nemmeno insulti, sottolineando che le critiche sono sempre ben accette. “Almeno finora nessuno del M5S mi ha insultata al telefono!. Cosa che invece ha fatto qualche simpatizzante degli ex Ds a proposito dei loro debiti che, secondo loro, dovremmo pagare noi. Credo che la critica sia fastidiosa sempre, per tutti, anche per la sottoscritta, ma si deve accettare, o no?”

Ma il punto è un altro: “Sono state dette cose non vere? In tal caso vengano precisate, e le pubblicheremo. Se Casaleggio avesse accettato l’intervista con la Giannini magari si potevano chiarire tutti i dubbi legittimi. Tutto il resto, per chi cerca di fare il proprio mestiere con indipendenza, è nel conto”.

Il problema “trasparenza”, tuttavia, è diametralmente opposto. Non e’ tanto incentrato sulla questione dei proventi del blog, bensi’ su dove finiscono i soldi del Movimento. Perche’ i soldi guadagnati da Grillo e Casaleggio con la pubblicita’ sul sito finiscono nelle loro tasche (o altrove, non e’ dato saperlo) e non vengono usati per finanziare il Movimento?

Come sottolinea a Wall Street Italia Michele di Salvo, esperto di comunicazione online e autore di diversi libri sul M5S, “nel sistema politico attuale un partito elegge una direzione, in questa si nomina in maniera chiara e conosciuta un Tesoriere, che amministra dei conti intestati a quel partito. Ciò consente che la finanza, la magistratura, la Corte dei Conti sappia a chi chiedere conto”. E’ grazie a questo sistema di controllo che e’ stato possibile fare emergere i casi dei vari Lusi e Belsito, perche’ consente di entrare nel merito di incassi e pagamenti.

Il “sistema Grillo” invece è esattamente opposto. “Non esiste un Tesoriere, non esiste un conto del movimento. Grillo spende e incassa, decide che fare, senza nessun controllo di legittimità. Sono soldi che vanno a lui e lui decide come e se spenderli. E decide se e come eventualmente rendicontare come e cosa a chi”, ricorda Di Salvo, citando la legge 96/2013.

Anche la deputqta Giulia Sarti ha ammesso che “dobbiamo aprire una riflessione. Io ad esempio sarei d’accordo per la pubblicazione dei nomi dei finanziatori della campagna elettorale nei limiti della privacy. Alla prima occasione dovremmo parlarne con Grillo”.

Grillo non ha mentito. Questo è evidente. Il punto è un altro. “Ciò che ha detto – in pratica è come se nel PdL i soldi della pubblicità andassero al segretario Alfano e non al partito. La pubblicità e i gadget del Pd? Direttamente a Bersani prima ed Epifani adesso”. Immaginatevi quanti post sul blog di Grillo e quante puntate di Report ne uscirebbero sul tema.

Questa la risposta sui soldi fatturati dal blog: “Il Blog è nato nel 2005. A differenza della maggior parte dei prodotti editoriali italiani televisivi o cartacei non ha mai utilizzato fondi pubblici. Negli ultimi anni la sua gestione è stata sempre in perdita. Nel 2012 i costi erano diventati insostenibili e fu inserita per questo, verso metà anno, la pubblicità, ma non per tutte le categorie, per evitare di chiuderlo”. Lo scrive lo staff di Beppe Grillo in un post pubblicato sul blog del leader del Movimento 5 Stelle.

“Nel 2011 – prosegue – Casaleggio Associati (CA) ha chiuso in passivo di 57.800 euro con un fatturato di circa 1.400.000 euro. Le perdite del blog sono state sempre coperte da CA. I bilanci di CA depositati alla Camera di Commercio di Milano sono peraltro disponibili a qualunque giornalista interessato ai suoi mirabolanti guadagni”.