LA PROPENSIONE AL RISCHIO TRA GLI INVESTITORI? AUMENTA

24 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori e clientela professionale ai sensi dell’allegato n.3 al
reg. n.16190 della Consob. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale
di WSI.

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(WSI)- Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva a fronte di un forte recupero dei listini azionari che hanno accolto positivamente il piano statunitense. Il differenziale sul 2-10 anni è salito a 168 pb da 165, mentre quello sul decennale Italia-Germania si è portato a 128 pb a conferma della percezione di una riduzione del rischio paese. Questo è inoltre confermato anche dall’andamento dei Cds che ha visto un calo generalizzato tra i vari paesi dell’Unione europea. In Germania oggi saranno resi noti i quantitativi delle aste del secondo trimestre ed eventuali cambiamenti al tipo d’asta. Sul fronte macro sono attesi i dati sui Pmi servizi e manifatturiero di marzo. Gli operatori tuttavia resteranno in attesa dell’apertura del mercato Usa e del discorso di Bernanke e Geithner. Negli Usa si è assistito ad un forte rialzo delle borse in seguito al nuovo piano relativo agli asset tossici. Favorito in particolare il settore finanziario.

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I tassi di mercato sono leggermente saliti con lo spread 2-10 anni rimasto in prossimità dei 176pb. E’ stato ben accolto dagli investitori il nuovo piano del Tesoro relativo alla gestione degli asset tossici, battezzato Public-Private Investment Program. Il piano ha come obiettivo l’acquisto dei c.d. legacy loans e legacy securities. I legacy loans fanno riferimento ai titoli tossici in carico ai bilanci delle banche mentre invece le legacy securities contemplano l’universo dei titoli aventi come sottostanti mutui scambiati sui mercati secondari, resi praticamente illiquidi dall’inasprirsi della crisi. Il tentativo del piano Geithner è quello di agire sia a monte sia a valle del problema, creando un articolato sistema di fondi la cui finalità è quella di acquistare tali asset a monte (ossia direttamente dai bilanci delle banche) oppure a valle (ossia sul mercato secondario). La dotazione dei fondi proviene da tre fonti: 1) capitali pubblici; 2) capitali privati; 3) indebitamento. I capitali pubblici e privati sono sostanzialmente paritetici. La leva dell’indebitamento è piuttosto elevata soprattutto nel caso dei fondi finalizzati all’acquisto dei legacy loans, potendo arrivare ad un rapporto debito/capitale fino a 6 a 1. Tale processo permette con una dotazione di fondi pubblici compresa tra i 75-100Mld$ prelevati dal Tarp di acquistare asset fino a 500Mld con potenziale fino a 1.000Mld$.

Con riferimento ai prezzi di acquisto dei titoli, nel caso dei legacy loans il prezzo sarà determinato da una sorta di asta tra fondi interessati, gestita direttamente dal FDIC. Nel caso invece delle legacy securities saranno i fondi che, una volta ottenuta la dotazione tramite il mix delle tre fonti di finanziamento prima indicate, decideranno in modo autonomo dove ed a che prezzo indirizzare le loro proposte di acquisto sul mercato secondario. Segnaliamo che per la gestione dei fondi deputati all’acquisto di asset sul mercato secondario saranno selezionati fino a 5 gestori che dovranno avere alcuni requisiti in termini di esperienza maturata nella gestione di tali asset (almeno 10Mld$ in gestione) per importi considerevoli e di capacità di raccolta di capitali privati sul mercato (almeno 500Mln$). Le domande andranno presentate entro il 10 aprile. L’esito finale della selezione sarà reso noto entro l’1 maggio. Tale data non è casuale, essendo praticamente coincidente anche con quella fissata per la fine degli stress test sui bilanci delle banche (fine aprile). Probabilmente l’amministrazione Usa tenta anche di venire incontro alle necessità di eventuali ulteriori svalutazioni (e quindi di ricapitalizzazione) delle banche prima di cominciare il processo di acquisto di asset tossici.

Valute: apprezzamento del Dollaro vs Euro sulla scia del nuovo piano Usa. Per oggi la resistenza si colloca ad 1,3750 circa, il supporto ad 1,3486. Rimane valida la possibilità di una discesa del cross fino ad area 1,32 nel breve periodo. Prosegue il deprezzamento dello Yen grazie all’aumento della propensione al rischio tra gli investitori. Verso Dollaro il cross si trova in prossimità della resistenza dinamica collocata a 98,50. Verso Euro è stata raggiunta la resistenza collocata a 134,25 costituita dalla media mobile esponenziale a 200 giorni. Sembrerebbe essersi configurato un doppio minimo con target tecnico in area 144. La figura sarebbe negata da un calo del cross sotto 130.

Materie prime: ancora in rialzo il prezzo del greggio Wti favorito dal buon andamento dei listini azionari e dal ritorno degli investitori sugli asset più rischiosi. Tra i metalli industriali in rialzo il rame (+2,6%) grazie ai buoni dati relativi alle importazioni cinesi a febbraio. Contrastati i preziosi con il lieve calo dell’oro (-0,4%) ed il lieve rialzo dell’argento (+0,3%). Tra gli agricoli in calo lo zucchero (-1%), positivo il cotone (+2,6%).

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