La parola passa alla Fed

9 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro ieri i tassi di mercato tedeschi hanno chiuso in calo in un contesto di ribassi per le borse mondiali. Gli acquisti della Bce di titoli italiani e spagnoli hanno probabilmente contribuito a far stringere gli spread di Italia e Spagna verso Germania, calati rispettivamente fino area 290pb e 280pb sul tratto decennale. Questa mattina si sta assistendo ad un ulteriore lieve restringimento.

Trichet stamani ha annunciato che la Bce è presente sul mercato secondario ed ha ribadito che le decisioni prese dai paesi dell’area il 21 luglio devono essere realizzate il prima possibile in modo da tornare rapidamente ad una situazione di bilancio normale. Ieri ha dichiarato che è “assurda” la speculazione che la banca centrale si stia trasformando in una “bad bank” a causa dell’acquisto di bond. Il governatore ha infatti escluso la possibilità che i bond acquistati non siano rimborsati. Ha infine ribadito l’inflessibilità nel perseguire la politica della stabilità dei prezzi.

L’agenzia di rating S&P questa mattina ha annunciato che l’outlook di Francia e Gran Bretagna è stabile e di non programmare un downgrade nei prossimi 2 anni.

Sul fronte macro oggi non sono attesi eventi di rilievo nell’area Euro.

Negli Usa ieri sono proseguite le forti vendite sui mercati azionari, accentuatesi dopo il discorso di Obama. In un discorso il presidente ha dichiarato che nonostante il giudizio dell’agenzia di rating S&P, gli Usa sono stati e sempre saranno un paese da AAA e che i mercati continuano ad avere fiducia nel paese. L’indice S&P500 è calato del 6,66% con tutti i principali settori in calo, in particolare i finanziari e quelli legati alle materie prime.

Sul fronte obbligazionario gli investitori hanno continuato ad acquistare Treasury con conseguente calo dei tassi che sul comparto biennale hanno raggiunto lo 0,228%. Lo spread 2-10 anni si è ridotto ad evidenziare un rallentamento della crescita scontato dal mercato dei bond.

Oggi l’evento del giorno sarà il comunicato del FOMC previsto alle 20.15 ore italiane. Alla luce delle tensioni sui mercati azionari è possibile che nel comunicato la Fed si dichiari disponibile ad ulteriori manovre se necessario, senza pertanto arrivare già oggi a fornire indicazioni precise sull’ipotesi di un QE3. Saranno probabilmente le minute dell’incontro di questa sera (in pubblicazione il 30 agosto) a fornire eventualmente dettagli in merito alla discussione della citata ipotesi. Oggi non e’ prevista una successiva conferenza stampa. La prossima è stata infatti fissata solo per l’incontro del 2 novembre.

Le tensioni sui mercati europei ed Usa si sono trasferite durante la notte sui mercati asiatici infatti quasi tutti i principali indici azionari asiatici hanno chiuso in ribasso. Andamento negativo anche per i mercati emergenti.

Valute: andamento laterale per l’euro vs dollaro che continua a muoversi tra il supporto 1,41 e la resistenza 1,44. L’andamento odierno potrà dipendere da quello delle borse fino alla sessione americana, quando poi le attenzioni si rivolgeranno all’esito del comunicato Fed che potrebbe portare ulteriore volatilità.

Il ribasso degli asset rischiosi mondiali ha favorito l’apprezzamento dello yen sia verso euro sia verso dollaro. I livelli di supporto da monitorare in data odierna si collocano a 108,70 verso euro e 76,25 verso dollaro.

Yuan cinese in prossimità dei massimi da 17 anni verso dollaro. Durante la notte i prezzi al consumo cinesi di luglio sono saliti oltre le attese attestandosi al 6,5% a/a. Segnaliamo il nuovo record del franco svizzero verso euro e dollaro.

Il franco si conferma come valuta rifugio per eccellenza nei momenti di tensione nonostante i rischi di futuri interventi da parte della banca centrale svizzera nel tentativo di farlo deprezzare.

Materie Prime: giornata di calo generalizzato delle commodity con l’eccezione dei preziosi con l’oro che raggiunge nuovi massimi sia in dollari (1771$/oncia) sia in euro (1243,7€/oncia).

In forte ribasso il petrolio con il Brent (-5,2%) che è sceso temporaneamente sotto i 100$/barile per poi ritornare al di sopra di tale valore. Il Wti (-6,4%) è calato fin sotto i 76$/b per poi recuperare parzialmente. Ribassi generalizzati anche per i metalli industriali e per gli agricoli.

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