La nuova bolla dot.com? I mercati emergenti, Asia in testa

3 Novembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

Gia’ da gennaio 1997 Barton Biggs aveva iniziato ad avvertire della formazione di una bolla sui mercati americani ed e’ rimasto ribassista per gran parte dei tre anni successivi, mentre l’S&P cresceva a un ritmo impressionante di oltre il 90% su nuovi record.

Un decennio dopo, il money manager di Traxis Partners dice di vedere un’altra bolla, questa volta nei mercati in via di sviluppo. A differenza di dieci anni fa pero’, e’ rialzista. E non e’ il solo: un altro analista di spicco di Wall Street, Jeremy Grantham, gli da’ ragione.

Questo peche’ la combinazione di tassi di risparmio molto alti, tassi di interesse praticamente negativi e rincaro di materie prime e altri asset ha reso le borse dei paesi emergenti, Cina e India in primis, vulnerabili alle speculazioni.

“Siamo solo a meta’ strada di quella che e’ una bolla gigantesca nei mercati in via di sviluppo” ha sentenziato in un’intervista rilasciata a Bloomberg Biggs, managing partner del fondo hedge Traxis Partners LLC ed ex presidente di Morgan Stanley Asset Management. “I mercati emergenti, in particolare l’Asia, sono un posto dove intendo avere un’ampia rappresentazione”.

I numeri parlano da soli: nelle ultime due settimane gli strategist di Bank of America, Credit Suisse Group AG e Societe Generale SA hanno tutti previsto che l’azionario delle nazioni emergenti potrebbe spingersi facilmente sopra i livelli giustificati dagli asset e dagli utili delle societa’, aiutato dalla crescita dell’economia e dagli sforzi della Fed di ridurre i rendimenti sui titoli di Stato.

Secondo l’economista della New York University Nouriel Roubini i prezzi degli asset “potrebbero diventare molto piu’ alti dei fondamentali economici”, finendo per prolungare il rally.

L’indice dei mercati in via di sviluppo ha guadagnato l’1.4% ieri dopo che i dati in Cina hanno mostrato una crescita dell’attivita’ manifatturiera e le spese e i redditi degli americani suggeriscono che la Fed annuncera’ una nuova tornata importante di misure di allentamento monetario.