LA MANO DI BERLUSCONI SUI GIORNALI

21 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

Il cataclisma finanziario, il calo della pubblicità, l’universo digitale e i licenziamenti dei giornalisti sono problemi che affliggono i giornali di tutto il mondo, scrive El Pais, ma in Italia la preoccupazione raddoppia. Al duopolio televisivo tra Mediaset e Rai si somma una specie di rivoluzione della stampa scritta: Silvio Berlusconi ha infatti puntato gli occhi sul Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore.

“Questa volta Berlusconi non farà prigionieri. Vuole controllare tutto e lo farà”, dice, citato dal quotidiano spagnolo, Giancarlo Santalmassi, giornalista Rai dal 1962 al 1999 e direttore di Radio24 fino a qualche mese fa, quando venne epurato per motivi mai resi noti ma forse imputabili al suo spirito critico e provocatorio. Posizione condivisa da Enzo Marzo del Corriere della Sera che giovedì, durante un dibattito sulla libertà di stampa che si è tenuto alla sede della Commissione europea a Roma, ha detto che la battaglia per la direzione del quotidiano economico è appena iniziata.

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I candidati alla successione di Paolo Mieli, dice Marzo, sono Carlo Rossella, direttore di Medusa Film, casa di distribuzione cinematografica di Berlusconi, e Roberto Napoletano, direttore de Il Messaggero. In Rcs, editore del Corsera, Rossella può contare sull’appoggio di Diego della Valle, proprietario del marco Tod’s e patron della Fiorentina, e di Luca Cordero di MOntezemolo, presidente della Fiat, della Ferrari e consigliere delegato de La Stampa. Però decisiva sarà la parola di Berlusconi perché “il sistema bancario intero dipende dal premier”.

Napoletano non dispiace a Berlusconi ed è tra i pochi che hanno l’onore di poter parlare al telefono con Giulio Tremonti. Ma forse il ministro dell’Economia preferirebbe vederlo alla guida de Il Sole 24 ore, scrive El Pais, il cui attuale direttore, Ferruccio de Bortoli, potrebbe andare alla testa del Corriere. Tutte queste manovre, sottolinea il quotidiano di Madrid, sono destinate a provocare un terremoto. Il governo dimostra malcontento anche verso La Stampa, per questo il direttore Giulio Anselmi potrebbe essere tentato dalla poltrona dell’agenzia Ansa e il suo posto potrebbe essere preso da una persona meno ostile a Palazzo Chigi.