La Grecia è pronta a vendere le sue isole disabitate

23 Agosto 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Dando una misura del livello di disperazione a cui sono arrivati il popolo e il governo greco, il primo ministro Antonis Samaras ha annunciato che per ridurre il debito il paese e’ pronto non soltanto a dare il via ad una serie di nuove privatizzazioni, ma anche a vendere le sue isole inabitate.

Lo ha rivelato lo stesso Samaras in un’intervista concessa al quotidiano Le Monde e che andra’ in stampa venerdi’ 24 agosto, ma della quale e’ gia’ disponibile un’anteprima.

“Bisogna dissipare tutte le incertezze riguardanti il futuro della Grecia nell’Eurozona. Come possiamo privatizzare, quando ogni giurno dei funzionari europei speculano pubblicamente su “un abbandono potenziale della moneta unica da parte della Grecia”? – si chiede Samaras nel colloquio con il giornale.

“Se facciamo il nostro lavoro, la Grecia puo’ essere salvata. Nel caso di una storia di successo greca, tutti avranno di che guadagnarci”.

In una serie di incontri con il capo dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker e con Francosi Hollande e Angela Merkel, rispettivamente presidente francese e cancelliera tedesca, il premier ellenico vorrebbe ottenere dagli alleati europei una proroga di due anni, rinviando al 2016 il riequilibrio dei conti pubblici precedentemente previsto per il 2014, per non aggravare la recessione.

Parte dell’Europa è tentata di “farla finita” con il problema greco, facendo uscire Atene dell’eurozona. Come evitarlo? “Una “Grexit”, come viene chiamata, sarebbe devastante per la Grecia e dannosa per l’Europa. Questo si tradurrebbe in un ulteriore calo del 70 per cento del nostro tenore di vita, che è già sceso del 35 per cento – per l’azione combinata della svalutazione e dell’inflazione. Nessuna società può affrontare questa scossa. Nessuna democrazia potrebbe sopravvivere”.

Inoltre, ha aggiunto, “la disgregazione sociale potrebbe diventare molto contagiosa negli altri Paesi europei. Inoltre, la reazione dei mercati finanziari che anticiperebbero l’uscita di altri Paesi europei scatenerebbe un effetto domino”.

Quanto agli incontri con Merkel e Hollande, ha concluso Samaras nell’intervista a Le Monde, “la sola cosa su cui vogliamo insistere è che la ripresa economica è necessaria per raggiungere i nostri obiettivi. Non discutiamo le finalità del programma. Vogliamo solamente essere sicuri che raggiungeremo subito la coesione sociale. Voglio cancellare l’idea che la Grecia possa rappresentare un problema. Io sono qui risolverlo. Ma abbiamo bisogno di aria per riprendere fiato…”.

Dopo aver incontrato ieri Jean-Claude Juncker, Samaras e’ atteso domani da una riunione a Berlino con Merkel, mentre sabato volera’ alla volta di Parigi, dove ad aspettarlo ci sara’ Hollande.

Una proroga delle scadenze entro cui la Grecia dovrà realizzare i risparmi che le sono richiesti, alla quale punta Samaras, non rappresenta pero’ “una soluzione”, secondo il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble.

“Più tempo non è una soluzione al problema. (…) Più tempo…significa più soldi”, ha affemrato Schaeuble, intervistato dalla radio tedesca Suedwestrundfunk (SWR). “Serve essere comprensivi nei confronti della difficile situazione in cui si trova la Grecia”. Ma è anche chiaro che Atene ha “perso molto tempo”, a causa della sue successive elezioni per formare un governo. Non si tratta di essere “più o meno generosi”, ma di trovare una strada per far “uscire l’eurozona dalla crescente crisi di fiducia nei mercati finanziari”, ha continuato.

Questa intervista ha preceduto di poche ore l’incontro tra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Francois Hollande, in cui dovrebbero essere affrontati in via prioritaria la crisi dell’eurozona crisi e il destino della Grecia. Atene, entrata nel suo quinto anno di recessione, deve realizzare risparmi per 11 miliardi e mezzo di euro attraverso drastici tagli al bilancio e riforme strutturali.