La Grecia rimarrà nell’area euro

10 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse : in area Euro la sessione di venerdì si è conclusa con tassi governativi tedeschi contrastati, in lieve calo sul tratto a due anni ed in rialzo sul decennale.

Venerdì i depositi presso la Bce sono nuovamente saliti portandosi a 255,6 Mld€ da 229 Mld€, raggiungendo il massimo da giugno 2010.

Lo scorso venerdì inoltre Fitch ha tagliato di un livello il rating su Italia (da AA- ad A+) e di due notch quello spagnolo, mantenendo per entrambi i paesi l’outlook negativo.

L’incontro di ieri a Berlino tra la Cancelliera Merkel ed il presidente francese Sarkozy si è concluso con l’impegno ad approntare un piano per la risoluzione della crisi del debito in area Euro entro fine mese, con l’obiettivo di presentarne i dettagli al prossimo G-20 del 3-4 novembre. Prima di allora ci sarà il vertice dei premier dell’area il prossimo 17-18 ottobre. Sulla Grecia i due leader hanno ribadito che il paese rimarrà all’interno dell’area. Tuttavia questa volta il presidente francese non ha dichiarato come in precedenza “non lasceremo fallire la Grecia”.

Nelle giornate precedenti il punto di maggiore diversità tra la posizione tedesca e quella francese riguardava il fatto che la Merkel aveva indicato la possibilità per le banche di fare ricorso al fondo Efsf solo come ultimo rimedio dopo aver constatato l’impraticabilità di ricapitalizzazione sul mercato e successivamente da parte dei governi nazionali.

Oggi è previsto il voto del parlamento di Malta sul fondo Efsf, domani toccherà invece a quello slovacco, ultimo dei 17 paesi.

In merito al caso Dexia, i governi di Belgio, Francia e Lussemburgo hanno annunciato di aver raggiunto un accordo sul suo smantellamento. In particolare il Belgio pagherà 4 Mld€ l’unità belga di Dexia. La parte francese di Dexia sarebbe invece in trattativa per essere ceduta a Banque Postale, secondo quanto riportato da Ft. Dexia ha anche ottenuto garanzie statali fino a 90 Mld€ per i propri finanziamenti nei prossimi dieci anni: il Belgio coprirà il 60,5% di queste garanzie, la Francia il 36,5% ed il Lussemburgo il 3%.

In Polonia il partito Piattaforma dei cittadini del premier Tusk, al potere da quattro anni e responsabile di una forte espansione economica grazie ai forti legami con la Germania, ha vinto nuovamente le elezioni tenutesi ieri. Il partito di destra euroscettico è stata sconfitta ottenendo il 29,9% dei voti.

Negli Usa tassi governativi nuovamente in rialzo soprattutto sulla parte a lungo termine dopo che i dati sul mercato del lavoro di settembre hanno sorpreso al rialzo le attese degli analisti. In tale mese sono stati infatti creati 103.000 nuovi posti di lavoro contro i 57.000 (rivisti al rialzo da una variazione nulla) del mese precedente. Guardando all’interno del dato si può notare come sia ancora il settore privato ad offrire il maggiore contributo, mentre nel settore pubblico continua la perdita di posti di lavoro.

Nonostante il dato risulti mediamente positivo, non mancano fattori di criticità, tra cui la percentuale di disoccupati per più di 6 mesi, ben superiore al 40%. I listini azionari, dopo un’apertura al rialzo, hanno chiuso la sessione in negativo trainati al ribasso dal settore finanziario che continua a rimanere sotto pressione.

La settimana non risulta essere ricca di dati macro, quindi l’attenzione degli operatori sarà incentrata sull’inizio della stagione delle trimestrali a partire da Alcoa domani.

Valute: euro in apprezzamento nella giornata di venerdì anche se il cross ha chiuso la sessione americana sotto i massimi in seguito all’annuncio del downgrade di Fitch dei rating sovrani di Italia e Spagna. In mattinata il cross si è riportato in prossimità di 1,3550 dopo le notizie positive giunte nel weekend. Questa settimana sarà importante il superamento di tale fascia di resistenza per permettere un proseguimento del rimbalzo.

Yen in deprezzamento verso euro dopo i dati sul mercato del lavoro Usa, con il cross che si è portato sopra quota 103, mentre prosegue la fase di stallo del dollaro yen all’interno del range 76-77.

Materie Prime: chiusura di settimana contrastata per le commodity; tra i rialzi significativi all’interno dell’indice GSCI si segnala lo zucchero (+2,1% sull’ipotesi di una forte contrazione delle scorte in Brasile, primo produttore al mondo) ed alcuni metalli industriali come lo zinco (+2,8%) ed il rame (+2%). In rialzo il greggio Wti (+0,7%), che chiude la migliore settimana da 7 mesi a questa parte e in mattinata si attesta poco sotto gli 84$/b. Ribassi consistenti invece per caffè (-4,3%) e gas naturale (-3,3%).

La settimana si apre con l’oro in prossimità dei 1.650 $/oncia e l’argento intorno ai 32$, dopo il calo nella giornata di venerdì. Da segnalare che, con la riapertura dei mercati in Cina, lo Shangai Gold Exchange riporterà i valori dei margini per i contratti future su oro e argento al 15% e al 18% rispettivamente.

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