La Francia somiglia molto alla Grecia

26 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Se ci si basa sui rendimenti dei bond, pare che Parigi non abbia nulla a che vedere con il caos ellenico. Ma lasciando perdere per un attimo la differenza dei rendimenti e soffermandosi sulle proiezioni del rapporto tra debito e Pil dal 2010 in poi, si scopre che la Francia rischia di finire infognata in una crisi del debito in stile greco.

Nella sua newsletter settimanale John Mauldin di Mauldin Economics spiega molto bene i motivi per i quali il debito transalpino e’ una bomba che potrebbe esplodere da un momento all’altro.

“Il leone dormiente nascosto nell’erba e’ quella stessa Francia – scrive Mauldin – che dovrebbe essere una parte importante della soluzione dei problemi dell’Eurozona, essendo insieme al partner Germania uno dei punti fermi per garantire tutto quel debito”.

“Chi ha ancora un giudizio di Tripla A sulla Francia e’ lo stesso che ha venduto come oro colato le scorie nucleari rappresentate dai contratti derivati CDO sui mutui subprime, che erano composti al 100% dal peggior tipo di spazzatura BBB”.

Ora le agenzie di rating, di cui non si fida ormai piu’ nessuno, “stanno usando la stessa Pietra Filosofale (sostanza alchemica, NdR) per trasmutare il debito francese nell’oro degli stolti”.

Basta guardare le tabelle preparate dal FMI, che qui ha esaminato i prospetti del rapporto tra debito e Pil di dodici paesi (anche se lo studio nel suo complesso riguardava 18 stati), per rendersi conto che mentre l’Italia ha grande spazio di manovra per ridurre il rapporto tra debito e Pil, la Francia non ha alcuna speranza di diminuirlo.

Le linee tratteggiate rappresentano i tre percorsi che puo’ intraprendere il tasso debito/Pil. La prima in alto e’ la traiettoria che seguirebbe se il governo nazionale non interviene. Quella in mezzo e’ la traiettoria nel caso in cui riforme di portata limitata verranno adottate e infine quella piu’ in basso e’ il percorso in caso di misure draconiane.

Si arriva alla conclusione che la divergenza tra Francia e Grecia e’ minima (si, stiamo parlando proprio di quella stessa Grecia che ha fatto default e che ha una struttura completamente disfunzionale).
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Con la differenza che Atene potrebbe riuscire a stabilizzare il debito se imponesse misure draconiane. Al contrario Parigi riuscirebbe solo a “limitare” la crescita del tasso tra debito e Pil al 200% nei prossimi 25 anni.

In gennaio la Francia ha visto il suo rating sulla qualita’ del credito declassato da S&P ad AA+.

“Quale è stata la risposta del nuovo governo francese?”, si chiede Mauldin. “Ha deciso di raddoppiare la velocità su quello che era già un percorso irresponsabile. Pensate che il tedesco medio comprenda quanto stia agendo male il loro ‘partner’? Del resto pensate che il politico medio francese capisca quanto stia Male la Francia? Certamente non la maggioranza di loro e dubito fortemente che sia diverso per le loro controparti in Germania. Si sta prospettando un disastro di proporzioni bibliche”.