La finanza è allegra nei palazzi dell’Ue. Nel 2011 sprechi a non finire

7 Novembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

Bruxelles – L’Europa arranca. Sotto il peso della crisi del debito non scricchiolano però i palazzi scintillanti dell’Unione europea a Bruxelles. Lì, nel cuore pulsante del Belgio, dove si respira ancora a pieni polmoni il progetto dell’euro, i fondi di milioni di cittadini continuano ad essere spesi in maniera allegra. Sono ben 89 i miliardi di sterline che i burocrati di Bruxelles hanno scoperto essere stati sprecati l’anno scorso. Visto i tempi che corrono, anche il premier inglese David Cameron e la Cancelliera tedesca Angela Merkel sono impalliditi.

Nella relazione di ieri, la Corte dei conti europea ha ammesso che nel 2011 sono stati ancora “troppi i casi di fondi comunitari impiegati in modo non ottimale”. Ha così confermato che il tasso di errore di spesa, in taluni casi di frodi, è peggiorato: è salito a quota 3,9% dal precedente 3,7% del 2010. Addirittura nei programmi che attengono le problematiche ambientali, il tasso di errore raggiunge il picco del 7,7 per cento. Così decidere di non apporre il sigillo di bilancio in buona salute sul bilancio comunitario è stato un passo quasi obbligato per la Corte dei conti.

Da Oltre Manica si è levata una nuova ondata di euroscetticismo, con il Commissario europeo al bilancio, il polacco Janusz Lewandowski, ha cercato di correre ai ripari: “Non è più il momento di finanziare in questo modo progetti in Europa”, ha detto. Che sia necessario attuare un maggiore sforzo di controllo e anche di recupero dei fondi che sono stati elargiti non in conformità con quanto realmente previsto da Bruxelles, lo ha riconosciuto anche Algirdas Šemeta, commissario europeo per la lotta alle frodi.

Tra i casi più scottanti sui cui i commissari vogliono vederci chiaro uno è anche in Lombardia: sono stati assegnati milioni di sterline mesi fa. Sulla carta sarebbe dovuta essere costruita una fattoria. Nella realtà oggi lì c’è una casa privata. Come dire: qualcosa non quadra.