LA FEDERAL RESERVE RIBADISCE IL MESSAGGIO:
I TASSI USA NON SALGONO

11 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva ed in particolare sul tratto a lungo termine. I listini azionari invece hanno chiuso sotto la parità. Oggi secondo quanto riportato da Reuters, la Commissione Ue chiederà a Germania, Francia e Spagna di riportare il proprio disavanzo pubblico sotto il 3% entro il 2013, mentre per l’Italia la scadenza è prevista per il 2012 e per gli Uk nel 2014-2015. A tale proposito la Germania ha dichiarato che inizierà il processo di consolidamento nel 2011, mentre la Francia ha chiesto un anno in più per scendere sotto il 3%.

In Italia la produzione industriale di settembre ha subito un brusco calo a causa della marcata variazione negativa soprattutto dei macchinari e dell’abbigliamento. In Germania oggi è attesa l’asta sul nuovo dieci anni Bund fino a 6 Mld$. Negli Usa tassi di mercato sostanzialmente invariati in una giornata di sostanziale invarianza anche degli indici azionari. Il lieve rialzo dell’indice Dow Jones ha consentito comunque di mettere a segno il nuovo massimo degli ultimi 13 mesi, grazie soprattutto al recupero di Bank of America ed American Express.

Diversi membri della Fed (in particolare il presidente della Fed di San Francisco, di Atlanta e di Boston ed infine quello di Richmond) hanno sottolineato che l’attesa di una crescita sotto il potenziale nel 2010 con possibile estensione fino al 2011, insieme ad una moderazione dell’inflazione, non rendono imminente l’ipotesi di inversione della politica monetaria. Tali dichiarazioni risultano in linea con l’esplicito impegno recentemente confermato dalla Fed di mantenere i tassi fermi per un periodo esteso di tempo.

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Sul fronte obbligazionario, è stata ben accolta l’asta record da 25Mld$ sul comparto decennale con una domanda pari a 2,8 volte l’offerta, con circa metà del totale emesso, sottoscritto da banche centrali estere. Gli operatori sono ora in attesa dell’asta da 16Mld$ che si terrà domani sul comparto trentennale.

Valute: Dollaro in deprezzamento questa mattina. L’ennesima affermazione di GeiThner in merito al sostegno alla politica del Dollaro forte, non ha avuto impatto sul biglietto verde. Più importanti sono apparse per gli operatori le dichiarazioni dei membri Fed che confermano che nei prossimi mesi non dovrebbero esservi modifiche della politica monetaria. Nel breve l’area di resistenza si colloca a 1,5050. Il superamento di tale livello proietterebbe il cross fino a 1,5160. Yen stabile vs Euro con il cross compreso in uno stretto trading range delimitato al rialzo dalla resistenza dinamica 135,25 ed al ribasso dal supporto 133,50. Yuan cinese stabile vs Dollaro nonostante i numerosi dati macro annunciati questa notte abbiano confermato il rafforzamento dell’economia cinese, pur in un contesto di drastica riduzione dei prestiti concessi dalle banche domestiche.

Materie Prime: tra gli energetici lieve calo per il greggio Wti (-0,5%) in seguito all’indebolimento della tempesta tropicale Ida che ha consentito la riapertura delle piattaforme off-shore nel Golfo del Messico. In forte calo il gas naturale (-4,4%). Andamento contrastato per i metalli industriali tra i quali spicca il forte ribasso del nichel (-3,5%). Ad ottobre, ad eccezione del petrolio, si segnala un marcato calo delle importazioni cinesi di alluminio, rame e minerale di ferro. Tra i preziosi pressoché invariato ieri l’oro (+0,1%) che questa mattina ha segnato il nuovo record a quota 1117$/oncia. In calo del 2% l’argento. Infine tra gli agricoli in rialzo mais (+2,2%) e cotone (+2,1%).

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