LA FED TEME LA DEFLAZIONE PIU’ DELL’INFLAZIONE

6 Luglio 2009, di Redazione Wall Street Italia
*Questo documento e’ stato preparato da MPS Capital Services ed e’ rivolto esclusivamente ad investitori istituzionali ovvero ad operatori qualificati, così come definiti nell’art. 31 del Regolamento Consob n° 11522 del 1° luglio 1998 e successive modifiche ed integrazioni. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

WSI) – Negli Usa i dati macro più importanti della settimana sono l’Ism non manifatturiero di giugno, la bilancia commerciale di maggio e la fiducia dei consumatori dell’università del Michigan relativa al mese di luglio. Da segnalare ance le emissioni di Treasury a 3,10 e 30 anni.

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Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato hanno registrato un lieve rialzo sul tratto decennale, mentre sono rimasti pressoché stabili sul due anni. Poco variato il differenziale sul 2-10 anni rimasto intorno ai 210 pb e quello sul decennale Italia-Germania a 104 pb. Secondo quanto riportato da una fonte monetaria a Reuters nel programma di acquisti di covered bond deciso dalla Bce, alla banca d’Italia spetterebbero 10 Mld€ circa.

In Germania il Bundestag (Parlamento) ha approvato un progetto di legge che prevede la creazione di una bad bank per sollevare i bilanci bancari. Il progetto prevede la creazione per ciascun istituto di un proprio veicolo per una periodo massimo di venti anni. La valutazione delle obbligazioni tossiche sarà affidata a terzi e sarà di almeno il 10% inferiore al loro valore del 30 giugno 2008. Il progetto di legge ora passa al Bundestrat ed il voto è previsto il 10 luglio.

Sul fronte macro, i dati finali del Pmi servizi hanno registrato un lieve aumento rispetto al preliminare (44,7 da 44,5 preliminare) rimanendo comunque in linea col dato di maggio a 44,8. Negative le vendite al dettaglio di maggio dell’intera area scese del 3,3% a/a da -2,5% a/a. Sul decennale la resistenza passa per 3,41% ed il supporto per 3,27%.

Negli Usa tornano alla normale operatività i mercati finanziari dopo la chiusura di venerdì per festività nazionale. Un’economista della Fed (Wendy Edelberg) ha dichiarato che, in base al proprio giudizio, la banca centrale sarebbe più preoccupata della deflazione piuttosto che dell’inflazione, in particolare i tassi di interesse reali (differenza tra tassi nominali e tasso d’inflazione) sarebbero ritenuti troppo elevati.

Nel pomeriggio l’attenzione degli operatori sarà rivolta all’Ism non manifatturiero di giugno che dovrebbe continuare ad evidenziare un rallentamento della fase di contrazione. Attesa anche l’asta del decennale indicizzato all’inflazione per 8 Mld$. Sul decennale governativo il supporto si colloca al 3,45%, la resistenza a 3,60%.

Valute: apprezzamento del Dollaro sulla scia del ritorno dell’avversione al rischio tra gli investitori, alla luce del ribasso dei listini azionari asiatici e della partenza negativa delle borse europee questa mattina. Il cross si trova prossimo al supporto 1,3930, la cui rottura potrebbe dar luogo ad un movimento fino area 1,38. Segnaliamo che intanto proseguono le dichiarazioni circa il ruolo del Dollaro come valuta di riserva globale. Anche l’India ha dichiarato che occorre cominciare a diversificare le proprie riserve (circa 265Mld$) attualmente in gran parte costituite in Dollari.

La dichiarazione si allinea a quanto già annunciato in precedenza da Cina e Russia. Ovviamente si tratta di un processo non realizzabile in poco tempo. Sul fronte speculativo, segnaliamo che in base al Cftc gli speculatori hanno posizioni combinate nette lunghe in Euro sui valori più elevati da metà luglio 2008. Il calo delle borse asiatiche ha innescato l’apprezzamento dello Yen verso le principali valute. Verso Dollaro il supporto più vicino si colloca a 95, il successivo a 94. Verso Euro i supporti per oggi si collocano a 132,36 e 131,40.

Materie Prime: riaprono i mercati Usa dopo la chiusura di venerdì per festività nazionale. Al Lme si è assistito ad un calo generalizzato dei metalli industriali, ad eccezione del piombo (+0,6%). Questa mattina il greggio Wti è sceso sotto i 65$/barile sulla scia dell’apprezzamento del Dollaro, nonostante i ribelli nigeriani abbiano attaccato un oleodotto della Chevron e della Royal Dutch Shell. In calo anche l’oro che stamani si attesta intorno ai 925$/oncia.

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