La Fed per la prima volta allerta sul debito in Europa

4 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Le prospettive di crescita dell’economia statunitense sono migliorate. Ma la Federal Reserve avverte che ci sono ancora dei notevoli fattori di rischio, principlamente la crisi del debito in Europa e la debolezza del mercato immobiliare americano. E’ quanto emerge dalle minute del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, relative all’ultima riunione del 14 dicembre. La Fed ha aggiunto che il tasso di disoccupazione statunitense, ancora elevatissimo, “calerà solo lentamente”.

Alcuni membri del comitato di politica monetaria della Federal Reserve hanno detto di avere fissato una “soglia abbastanza alta” che porti al cambiamento del programma da $600 miliardi di acquisto di titoli di Stato.

E’ quanto emerge dalle minute pubblicate oggi e che si rifanno alla riunione di politica monetaria dello scorso 14 dicembre. Gli esponenti del FOMC sono riluttanti ad apporre dei cambiamenti anche se hanno visto segnali di miglioramento dell’economia. Si teme invece per la crisi del debito in Europa, considerata tra i principali fattori di rischio, e per la debolezza del mercato immobiliare americano. Quanto al tasso di disoccupazione, calera’ ma con molta lentezza.

“Se da un lato l’outlook dell’economia e’ visto in miglioramento, nel complesso i membri del comitato hanno reputato tale cambiamento non sufficiente a portare ad aggiustamenti nelle misure straordinarie di acquisto di asset e alcuni hanno osservato che c’e’ bisogno di avere ulteriori informazioni sull’economia prima di prendere in considerazione un’inversione di rotta dalla strada finora intrapresa”, si legge nel documento.

Di conseguenza, la Fed ha deciso di mantenere invariato il nuovo programma di Quantitative Easing (battezzato QE2): acquistera’ dunque $600 miliardi di titoli a lunga scadenza a intervalli regolari di circa $75 miliardi al mese. I funzionari hanno difeso inoltre la decisione di acquistare bond nonostante il fatto che i rendimenti siano saliti di livello da quando il QE2 e’ stato messo in moto.

Nelle minute dell’incontro in cui la Fed ha mantenuto lo status quo sui tassi di interessi, fermi da due anni di fila allo 0-0,25%, vengono elencati una serie di fattori che hanno contribuito all’andamento anomalo dei rendimenti. Alcuni esponenti del comitato sostengono che il programma straordinario abbia mantenuto i rendiemtni piu’ bassi di quanto non sarebbero stati, perche’ i rendimenti sono aumentati a causa delle attese circa le dimensioni del piano di acquisto di asset, evidentemente troppo basse.

Il FOMC ha ribadito che le condizioni economiche dovrebbero con ogni probabilita’ garantire livelli eccezionalmente bassi di tassi di interesse per un periodo prolungato di tempo. Come successo ogni riunione nell’ultimo anno, il voto e’ stato pressoche’ unanime. Un solo parere contrario, quello del falco Hoening, presidente della Fed di Kansas City.

In seguito alla pubblicazione delle minute si sono ridotti i guadagni di Treasuries e dollaro, mentre i principali indici di borsa proseguono in rosso.

Nel dettaglio e’ stata rilevato un miglioramento dell’attivita’ economica, ma a un ritmo moderato, mentre il tasso di disoccupazione resta elevato. Le spese al consumo sono cresciute a ottobre e novembre, cosi’ come le esportazioni, mentre la ripresa delle spese aziendali in apparecchiature e software (E&S) sta continuando.

Viceversa, l’attivita’ di costruzione residenziale e non residenziale e’ ancora depressa. La produzione manifatturiera ha registrato un bel rialzo in ottobre. Le attese per l’inflazione a lungo termine sono rimaste stabili, ma i prezzi core continuano ad essere in calo. Le condizioni nel real estate commerciale sono rimaste difficili. In compenso lo spread tra i tassi sui mutui e i rendimenti sugli MBS si e’ ristretto, un’inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti.

Infine i partecipanti alla riunione hanno sottolineato che le informazioni ricevute sull’economia nel periodo che ha preceduto il meeting suggeriscono che ci sara’ un cambiamento in positivo dell’outlook sul breve termine e che la crescita economica, che e’ stata moderata, prima o poi aumentera’ di livello.